I miei personaggi

Una delle domande che mi hanno posto più spesso i lettori del romanzo La Brigata della Speranza è stata questa: a chi ti sei ispirato per i personaggi del libro?
Dietro a queste creature non c’è mai stata alcuna persona specifica a cui abbia attinto per tratteggiare carattere e modi di fare, ma quasi sempre solo un’immagine, un disegno, da cui ho estrapolato l’essenza in base ai dettagli più emblematici: una cicatrice, lo sguardo, un particolare dell’abbigliamento…
A partire da questi particolari, ho cercato (e tuttora cerco) di immaginare la storia c’è alle spalle (come nel caso di una cicatrice o di un elemento ornamentale), oppure cosa si cela dietro un sorrisetto o uno sguardo intenso, se sono personaggi con un carattere deciso o solo dei gregari.

L’immagine da cui ha preso vita Hattaia Hope, scovata su DeviantArt a questo link
Da notare la spilla, quello che è diventato il tribulus.

Ci sono due eccezioni principali a questo sistema ed entrambi sono due personaggi che hanno avuto un’evoluzione.
La prima è nientepopodimeno che Siina Dalàvia, la protagonista del romanzo: ho usato nel corso della stesura due immagini per inquadrarla, ma né la prima, né la seconda erano abbastanza efficaci per esprimere la mia idea. Se per i tratti fisici mi sono adattato a quei due disegni, nella mia mente il suo aspetto è ancora alquanto nebuloso e solo vagamente sovrapponibile alle immagini scelte.
L’altro caso è quello di Johannus De’ Savoldis: inserito nella storia per riconoscenza a un amico che mi ha aiutato nella prima stesura, leggendo le bozze e dandomi un feedback per ogni capitolo che gli inviavo, il personaggio però si è preso i suoi spazi e da secondario si è ritagliato una fetta maggiore di spazio; in questo caso, sono partito dalla figura reale e ho cercato un’immagine adatta alle caratteristiche fisiche del suo alter ego; dall’altro lato, pur essendoci delle similitudini caratteriali con la persona reale, anche in questo caso il personaggio si è evoluto per conto proprio

Mi sono affezionato a quasi tutti i personaggi e non sono state affatto poche le volte in cui le loro azioni non si accordavano appieno con le mie idee, ma, dopo aver discusso con loro (suona molto strana, ‘sta cosa, vero?), ho quasi sempre dato carta bianca e, devo ammetterlo, avevano ragione loro.

Spero di non avervi tediato con questa mia prima uscita del 2020 (ne approfitto per rifare a tutti gli auguri di uno splendido anno!) e vi chiedo se trovate atipica questa procedura che ho adottato e se ne usate altre, nel caso scrivite, che differiscono da questa: vorrei poter usare questo spazio anche per confrontare idee e metodi differenti su come scrivere.

A presto!

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