Le mie fonti d’ispirazione /1

Immagino che chiunque, prima di mettersi a scrivere un racconto, un romanzo o qualsiasi altra forma narrativa abbia bisogno di un’idea, una motivazione e, forse, di una fonte a cui attingere… e io, ovviamente, non faccio eccezione, anche perché altrimenti il titolo sarebbe stato un altro, non credete?
Ebbene, in questa mia nuova serie di quattro articoli vi parlerò di cos’è che mi ha offerto degli input. In effetti esiste anche una quinta parte, che è anche la principale e più corposa di tutte, ma l’ho già trattata nell’articolo Io e il fantasy, parlando delle letture: è un argomento talmente vasto e articolato che comunque ci tornerò di sicuro, prima o poi.

Stavolta, invece, voglio spiegarvi più approfonditamente dall’altra principale fonte a cui mi rifaccio per attingere spunti per sviluppare le mie idee: le immagini, i disegni in paticolare, e le mappe.
Ho già accennato nell’articolo I miei personaggi di questo mio modus operandi e, come poc’anzi anticipato, non mi riferisco solo ai ritratti, ma anche a panorami, scene d’azione o qualsiasi altro disegno (con la preferenza per la digital art, solitamente) mi offra uno spunto per derterminate situazioni o per inquadrare un intero mondo, come nel caso di Sphaera.

Sphaera, infatti, come anticipato nella sezione Geografia, è nata prima di tutto da una mappa: dapprima l’ho abbozzata, poi sono andato sempre più addentro, dettagliandola (ci sono parti ancora work-in-progress: molti territori hanno solo la capitale definita, per dirne una) e poi l’ho evoluta in cartina politica e per popolazione preminente, da fisica che era.
Negli anni ho capito che la geografia influenza parecchio la storia, in un modo o nell’altro, perciò se non ho chiaro dove si svolgeranno i fatti, come faccio a sapere se e come si verificheranno?
Il livello successivo è quello di immaginare città, borghi e villaggi: insomma, insediamenti civilizzati (non dico umani perché sarebbe riduttivo, in un’ambientazione fantasy): che sia uno scorcio di una vallata, lo skyline di una megalopoli, un quartiere e la sua piazza, o la locanda con una casupola adiacente, tutto fa brodo, e da lì si parte per idee di come e dove far muovere i personaggi, da dove partono e dove devono arrivare.
Ammetto che difficilmente trovo un’immagine di una città che mi soddisfi al 100% tanto da utilizzarla come unica fonte di riferimento, ma spesso mi disegno le piantine o me le creo con siti che le determinano casualmente in base a derterminate specifiche… e poi applico i correttivi del caso.
L’ultimo step è cogliere particolari: una statua, un rosone di un edificio di culto, un rudere o qualsiasi altro dettaglio che mi dica cosa c’è e come questo influenza la vita della gente in quei luoghi.

L’ispirazione per Wyfield, una città di cui si parla nel secondo romanzo – Rural Town di Mark Molnar – trovata tramite Pinterest

Come avrete capito, sono molto più propenso all’Urban Fantasy (state tranquilli, non sapevo nemmeno io dell’esistenza di questa sotto-sezione del genere, fino a un paio d’anni fa), ma nelle mie storie ho sempre preferito che fossero i personaggi a determinare gli eventi, e non che ci finissero dentro come qualcosa di calato dall’alto, perciò faccio vivere i personaggi dove c’è molto materiale umano (in senso lato) ed è proprio lì che spesso ci sono i centri di potere.

Non voglio tediarvi ripetendo ancora una volta quanto sono importanti le immagini dei personaggi, anche perché è vero che da un lato ne seleziono a centinaia (e magari me li scarico e salvo), ma è altrettanto giusto dire che se ho un embrione di idea, cerco l’immagine giusta che mi offra quel quid in più con una specificità fisica che faccia parte del passato dello stesso personaggio… o che mi aiuti a dargli maggior profondità.

Concludo questo articolo con le principali fonti a cui attingo, a cui in futuro potrebbero aggiungersene altre (si accettano suggerimenti):
– motori di ricerca: i meno precisi e più dispersivi, ma inizialmente, quando ho iniziato a collezionare immagini, conoscevo quel metodo e quello ho sfruttato. Lo uso tuttora specialmente per immagini di luoghi specifici ed esistenti;
DeviantArt: “presentatomi” da un amico, è stato per lunghissimo tempo uno strumento enormemente generoso e prolifico di immagini (cercavo in particolare nella digital art, come già detto) per PG, scene e mappe;
Pinterest: probabilmente il non plus ultra della ricerca per immagini. Lo conosco da quattro anni circa, ma un po’ alla volta è diventato il posto da cui iniziare a spulciare. Inoltre mi permette di salvare in gallerie dedicate i vari riferimenti, con la possibilità di aggiungere anche una breve descrizione; l’unica vera limitazione è la possibilità di inserire solo un livello di sottocartelle per ogni galleria (i personaggi usati nel romanzo La Brigata della Speranza e quelli di ispirazione per i successivi sono rigorosamente secretati nella mia pagina). Da notare, inoltre, che molte immagini di Pinterest provengono proprio da Deviantart, perciò si prendono due piccioni con una fava.

Credo di aver fatto una carrellata esaustiva per quel che riguarda immagini e affini, con una panoramica pressoché completa su dove le vado a pescare, ma se avete altri dubbi o domande sull’argomento sono a disposizione, sono qui per rispondere.
E voi, amici amanti della scrittura, come vi approcciate all’ispirazione?

5 pensieri su “Le mie fonti d’ispirazione /1

  1. L’ispirazione è una cosa che “quando arriva, arriva”. Che sia guardando un paesaggio o una fotografia, bisogna saper sfruttare il momento… A volte, invece, l’idea ce l’abbiamo in uno spazio nascosto della nostra mente; dobbiamo solo aspettare che esca fuori!

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  2. L’ispirazione arriva dall’umore, in base all’umore si mette in evidenza uno stato d’animo personale, in quella circostanza l’essere di se ogni giorno sperimenta nuovi emozioni e sensazioni che può mettere in atto o meno a secondo del suo sentire.

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    1. Da questo e altri articoli ho copreso che l’ispirazione è qualcosa di diverso per ognuno, con qualche tratto in comune ed è influenzato dalle emozioni e gli stati d’animo, ma che per ognuno si manifesta in modo differente… ed è forse il bello di tutto ciò, perché magari i modi e le maniere possono persino cambiare nel tempo e stupirci ogni volta! 🙂

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