Le mie fonti d’ispirazione /2

Dopo aver introdotto l’argomento una settimana fa, parlando di immagini, quest’oggi tocca a un altro aspetto interessante che ha sempre fornito importanti spunti alla mia fervida immaginazione: i film, cartoni animati* e, da qualche tempo a questa parte, possiamo aggingere anche le serie TV*.

* visto che sto andando un po’ per le lunghe e non voglio annoiare nessuno, suddividerò il pezzo in due uscite: una oggi e una venerdì trattando di animazione e serie TV.

Cercando di procedere in ordine cronologico, il primo film fantasy di cui abbia memoria è, come ho già detto in precedenza, La Storia Infinita: si può considerare il momento di l’imprinting del mio lavoro di fantasia, proprio come si chiedeva a Bastian nel film (il libro, ahimé, non l’ho mai letto); se questi sono i presupposti, capirete bene il perché mi sono appassionato tanto al genere.
Negli anni immediatamente successivi, poi, sono arrivati due altri capisaldi del genere:
Ladyhawke: Michelle Pfeiffer, Rutger Hauer e Matthew Broderick, a pensarci , erano tanta roba per quel genere di film;
La Storia Fantastica: molti anni dopo, quando ho capito che Robin Wright di House of Cards era proprio Bottondoro è stato scioccante.
Visti e rivisti più volte nel corso degli anni (e più passava il tempo, più apprezzavo le due bionde attrici – potete darmi torto?), sono state delle solide basi d’appoggio per apprendere quanto sia importante mixare elementi concreti ad altri totalmente inverosimili, ma che in determinati contesti hanno un loro perché e una loro funzione narrativa.

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La locandina di Ladyhawke (non credo sia quella originale)

Di seguito una carrellata di altri film totalmente fantasy o con spiccati elementi del genere:
Legend: credo sia stato il primo film di Tom Cruise di cui ho vaghi ricordi dell’atmosfera cupa;
Willow: un altro di quelli che mi hanno segnato, anche se l’ho visto solo un paio di volte… e ora che ci penso è da troppo tempo non lo riguardo;
Jumanji: il tema del gioco che diviene reale mi è sempre stato caro;
Il labirinto del fauno: un film cupo, ma con tante tematiche (non solo fantasy) e decisamente uno dei miei preferiti.
Ovviamente come non citare la trilogia del Signore degli Anelli e anche se alcune scelte di Peter Jackson sono discutibili, è una trasposizione molto d’impatto del genere, così come Le cronache di Narnia, che non conoscevo prima dell’uscita del primo film.
Della saga di Harry Potter ho apprezzato l’evoluzione dei personaggi e alcuni elementi tratti dalla cultura popolare e dalla mitologia, oltre che la dualità del mondo babbano e quello magico.
Nato come horror, invece, L’armata delle tenebre è stato uno dei più spassosi che abbia mai visto e quindi richiede una menzione in questo elenco.
Tra quelli un po’ meno datati, da ricordare Stardust (di nuovo Michelle Pfeiffer nel cast) e La bussola d’Oro (che ritroveremo in qualche modo tra le serie TV): di questi due sto traendo parecchi spunti per la mia nuova ambientazione nel Gioco di Ruolo, quindi…
Concludo con Dungeons & Dragons – Che il gioco abbia inizio: da un punto di vista puramente estetico si tratta di un filmaccio (e me ne rammarico, visto che ha recitato anche un grande attore come Jeremy Irons), ma visto che è una trasposizione di come una sessione di GdR possa essere resa a livello cinematografico, la cosa ha un suo fascino e interesse. So che stanno per produrre un secondo film sull’argomento, ma con budget, sceneggiature e cast migliori del predecessore… e credo sia piuttosto facile fare di meglio.

Oltre ai film prettamente fantasy, ce ne sono molti altri che hanno dato supporto alla mia fervida immaginazione, offrendo qualche spunto sulla vita che si svolgeva nel passato:
Le crociate: apprezzato soprattutto per l’ambientazione e per l’evoluzione del protagonista;
Il gladiatore: ambientato decisamente prima del mio periodo d’interesse, ma dalla storia molto ispirante;
Braveheart: non credo ci sia bisogno di spiegare i motivi per cui è finito in questa lista;
Il mestiere delle armi: un po’ rinascimentale, ma molto realistico e ho imparato tante cose sulla vita del soldato di quei tempi;
Il destino di un cavaliere: al solo pensarci, mi commuovo dal tanto ho l’ho apprezzato (… e per il compianto Heath Ledger).

Non oso immaginare quanti titoli non ho visto o che semplicemente ho scordato di citare, ma visto che c’è la possibilità di commentare, siate prolifici e date suggerimenti e altri spunti, visto soprattutto il periodo di clausura che ci attende e che vorrei sfruttare al meglio, magari guardandomi un bel film di tanto in tanto…

17 pensieri su “Le mie fonti d’ispirazione /2

    1. Sì, sono d’ispirazione anche per me in molti momenti della vita (chi non ha mai fatto la battuta di essere della rivista “Cavalli e Segugi”?). A volte applico quel modo di fare sfacciato anche ai personaggi, ma quel genere d’ispirazione è più generale, quindi non l’ho considerata “settoriale” al fantasy 😛

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  1. sai che in fantasy non sono ferrata?
    Comunque, elencare le fonti d’ispirazione è un’idea originale e carina, un po’ come i testi a corredo di una tesi universitaria (non è che è proprio una tesi universitaria? 😀 )

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    1. Non avevo mai pensato a questi articolo come una bibliografia: interessante punto di vista, sai?
      Però pecca in completezza e non è articolata come tale. Aggiungo che non è una tesi di laurea (sarebbe stato bello fare una facoltà che mi laureasse in fantasy!),ma puro diletto mio… e spero di altri, che magari iniziano a interessarsi all’argomento e si informano, spulciano, leggono…

      Se vuoi qualche dritta, per quel poco che so, sono a disposizione 😉

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      1. esisterà un luogo in cui permettano di laurearsi in fantasy… 🙂
        Appena mi dirigo curiosa verso il magico mondo dei super poteri, ti chiedo di sicuro (però tanto tempo fa ho partecipato a un gioco di ruolo a tema fantasy… ora che ci penso)

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    1. “Rob Roy”, così come “L’ultimo dei Mohicani” sono film molto belli, ma forse non mi hanno dato quello spunto in più, a livello di ispirazione, che mi hanno trasmesso gli altri. Però ci potrebbero stare come film da guardare complementari a quelli citati! 🙂

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    1. Beh, se poi il genere è inflazionato, rischia sia di stancare, sia di essere di bassa qualità. Per il Signore degli Anelli è stata fatto un lavoro enorme e il risultato, nonostante non abbia apprezzato alcune “manomissioni” di Jackson, è stato più che apprezzabile, con le colonne sonore (come da altro articolo sull’ispirazione) di qualità elevatissima!
      Poi noi nati un po’ NERD, quando c’è troppa gente intorno che inizia a interessarsi al nostro mondo, un po’ storciamo il naso (vero? 😛 )

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