Le mie fonti d’ispirazione /3

Dopo aver trattato di immagini, film, serie TV e animazione, passiamo al penultimo step delle cose che mi hanno ispirato e da cui, volontariamente o meno, traggo ispirazione tuttora: i videogame… e a questi, durante la stesura, ho aggiunto anche altri giochi in generale.

Parto col dire che, seppur appassionato fin da piccolo, non ho mai avuto una consolle (solo PC) e non gioco più granché negli ultimi tempi, anche perché i nuovi prodotti richiedono periferiche sempre più performanti e io preferisco rifare 100 volte lo stesso gioco, magari da un approccio diverso, che spendere decine o centinaia di euro in titoli nuovi o upgrade hardware.
Con la frase precedente, e con l’esistenza di questo stesso sito, dovrebbe essere evidente che il mio genere preferito siano i… (immaginate un rullo di tamburi) … Giochi di Ruolo! Non ve l’aspettavate, vero? Ebbene sì, sono certo che vi ho stupito. Però ho una sana (qualuno avrebbe da obiettare, in generale) propensione anche per gli strategici.
Iniziamo col la carrellata:
Monkey Island (1, 2 e 3): ma come? ho appena parlato di GdR e di strategici e tiro fuori un’avventura grafica? Ebbene sì. Non è certo stato il primo a cui abbia giocato, ma è di certo stato uno di quelli che mi hanno fatto capire l’importanza dei dettagli, delle cose da fare nella maniera corretta (a volte in modo crudelmente sadico) e di come le storie di pirati hanno sempre avuto su di me un’attrattiva estremamente forte.
Moonstone: A Hard Days Knight: questo è uno dei primi di cui abbia memoria; lo giocavo con l’Amiga di un amico (che non è un gioco di parole, nè qualcosa di sconcio) e mixa sapientemente GdR, strategia e picchiaduro, in pratica un gioco perfetto! Usciva nel lontano 1991 e vi lascio questo link per vedere di cosa si tratta, visto che saranno in pochi a sapere di cosa parlo…
Baldur’s Gate (specialmente il II capitolo): è uno dei più giocati, anche perché ho usato tutti i tipi di personaggi possibili per finirlo e vedere le trame differenti che si potevano sviluppare. E’ un caposaldo per uno della mia generazione, amante dei GdR. A breve uscirà il 3 e mi sa che stavolta dovrò cambiare la scheda grafica del PC…
Neverwinter Nights (2 – devo avere una predilezione per i secondi titoli): le motivazioni sono le stesse di Barldur’s Gate, ma stavolta la grafica è più coinvolgente e la storia, se si scelgono approcci differenti è un po’ più elaborata. Comunque siamo sempre nei Forgotten Realms, (come a Baldur’s Gate) e le regole di base sono quelle di D&D (3ed qui e Advanced nel gioco precedente), perciò giocarci è risultato quasi scontato…

Lo scontro finale con Diablo (il primo della saga – 1996)

Ecco, se quelli sopra mi sono piaciuti un sacco, Diablo (1, 2 e 3) mi hanno rubato anni di vita davanti a uno schermo! E tra qualche mese uscirà il 4 (qui sotto il trailer in italiano: sulle presentazione la WotC è davvero spettacolare), quindi iniziamo a salutarci fin da ora…
Ok, una volta ultimato con tutti i personaggi disponibili (di tutti gli episodi della serie), diventava ripetitivo, ma cercare l’oggetto più potente da indossare o rifare le stesse cose per migliorare le proprie statistiche era una routine rilassante.
C’erano tante di quelle cose interessanti nell’avanzamento della storia, che elencarle tutte sarebbe impossibili: tanti non hanno apprezzato il terzo capitolo della saga, ma a me la ricostruzione del background storico, benché un po’ forzato rispetto al 2, è sembrata interessante e ben calata nell’ambientazione… e nel 4, così come nei precedenti, si riprenderà da dove si è concluso, visto che in ogni passaggio finale è stato volutamente lasciato uno spiraglio per una continuazione.

Menzione speciale per
Gothic (I, II e III): si tratta di un’ambientazione fantastica, con un’infinità di spunti e di alternative da provare. Il primo e il secondo erano relativamente brevi e li ho conclusi in tutte le maniere possibili; il 3, invece, era un open world (o quasi) in cui si poteva fare tutto e il contrario di tutto, ma era talmente vasto che non sono riuscito a finirlo, ma questo nulla toglie all’idea intelligente che c’era dietro (l’ambientazione e la storia) che ha reso il gioco interessante e longevo.

Parliamo brevemente degli strategici e nello specifico di Civilization (ho giocato principalmente al II e al VI): la bellezza di quei giochi era che ci si poteva approcciare con calma e non aver l’ansia di dover collegarsi o doversi concentrare se c’era un’imprevisto, perché la meccanica dei turni consentiva di giocare quanto si voleva e ricominciare in un altro momento e, se per caso si doveva fare altro, nessuno ti ammazzava… perché toccava a te! L’altro fattore importante è che, nel suo piccolo, mi ha fatto conoscere aspetti della storia che non avevo ben chiari e che, attraverso lo sviluppo di civiltà differenti, ho appreso anche motivazioni che hanno fatto storia, non tanto accettando quanto veniva detto nel gioco, quanto andando a cercarmi notizie e informazioni su quello che solleticava la mia curiosità.
Baldur’s Gate 3 sarà a turni, quindi unirà al fattore GdR anche questa meccanica che prediligo, e potrebbe diventare un gioco perfetto, non essendo io troppo abile nelle manovre da tastiera o da controller – che peraltro non ho.
Menzione per Heroes of Might and Magic (ho giocato al 3 e al 5), uno strategico affascinante soprattutto per lo sviluppo e il tema di fondo, ma che alla lunga potrebbe stancare, se si gioca da soli.

Ci sarebbe da citare Assassin’s Creed per l’idea originale, ma l’ho giocato un gran poco e quindi non posso darne un giudizio completo, ma di sicuro è stato innovativo e ha fornito importanti spunti per le idee.
Syndacate Wars e U.F.O. Enemy Unknown sono titoli di fantascienza, ma mi hanno inculcato l’idea che lo sviluppo è necessario per far evolvere i personaggi da un punto di vista dell’attrezzatura (magica o tecnologica che sia) per poter progredire nella storia.
Altro? No, a Skyrim non ho mai giocato, mentre per quanto riguarda Dragon Age Origins mi sono piantato più volte nello stesso punto a non molto dall’inizio e quindi, nonostante fosse davvero interessante, ho smesso per manifesta incapacità.

Come scritto all’inizio, avrei potuto sdoppiare anche questo articolo, ma ho deciso di aggiungere direttamente qui il resto dei giochi ispiranti, tralasciando Dungeons & Dragons perché mi sembrava superfluo dirvi quanto mi ha ispirato…
Mutant Chronicles: il mio primo gioco di carte collezionabili e con un’ambientazione tra il fantascientifico e il fantasy. C’è stato anche un film, che ho dimenticato di citare, ma era comunque una conseguenza del gioco, quindi è giusto averne parlato qui. La base dell’ambientazione di MC è stata usata anche per D&D in una campagna co-masterata da me e un amico…
Magic The Gathering: soprattutto nella versione di gioco di carte (quanti soldi che ci ho speso… SIGH! SOB!), che nel corrispettivo da PC (una vecchia versione della MicroProse). Esiste anche un’ambientazione per D&D tratta da questo gioco, che ha una storia e un suo sviluppo che non ho mai approfondito seriamente, ma nonostante gli innumerevoli spungi già colti, di certo potrebbe fornirmene altri, vista la vastità e profondità in cui affondano le sue radici.
Hero Quest: un D&D in scatola in pratica, con miniature e un labirinto standard in cui posizionanare mostri, trappole, etc… Molto carino, anche se ci ho giocato poco.

Dulcis in fundo, le costruzioni LEGO: in realtà parte tutto da loro, prima del PC, prima di qualsiasi altro gioco che fosse la sabbia e la paletta… Con i Lego ci ho giocato per molti anni, inventando, creando, sviluppando cose che neppure ero in grado di concepire pienamente. Insomma, una sorta di plastilina più concreta e che mi consentiva di inventare storie di eroi e di robot, di vita quotidiana e di astronavi, di draghi e di tesori… Qualunque bambino dovrebbe averli a disposizione per mettere in moto i neuroni!

Di certo ho dimenticato qualcosa (ho giocato ad altri GdR, ma per periodi brevissimi) o giochi di carte come Sì Oscuro Signore, ma nel complesso sono arrivati più tardi e hanno ispirato in maniera più limitata di quelli citati in precedenza.

Ora resta solo una fonte d’ispirazionte da trattare, perciò stay tuned: a presto!

26 pensieri su “Le mie fonti d’ispirazione /3

  1. Bellissimo articolo! Anch’io ho giocato ai videogiochi di genere JRPG su Nintendo e Playstation,ho adorato (e adoro) la saga di Final Fantasy,i miei giochi preferiti!!! 😍 Adoro le trame complesse e poetiche,i personaggi,la colonna sonora,bellissimo!
    Fin da piccola ho disegnato personaggi e inventato alcune storie a tema fantasy ispirate proprio a Final Fantasy!

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  2. Non sono molto ferrata sui GDR ma sono cresciuta con Monkey Island anche io e moltissime altre avventure grafiche 😍 se ti interessa quel mondo di consiglio di seguire di Fb, Twitch e Instagram Calavera Cafè, fanno (facciamo) sempre informazione su avventure vecchie e nuove e anche live. Comunque articolo bellissimo, mi hai fatto venire voglia di affrontare qualche GDR 😍

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  3. Anch’io ho giocato a Diablo tantissimi anni fa…
    Ma era di mio fratello, per cui non fui mai in grado di continuarlo e/o concluderlo.
    E avevo anche l’Hero quest!!
    Ora, le sue miniature, insieme ad altre, fungono come pedine delle varie partite a D&D. <.<

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