La passione per le immagini

Come già accennato anche nell’articolo Le mie fonti d’ispirazione /1, il mio rapporto con le immagini è molto profondo, ma inizia da ben prima che iniziassi a scrivere (non letteralmente, intendiamoci): mio padre, fin da quando ero piccolo, aveva una reflex a rullino con cui faceva fotografie e diapositive di gite, vacanze… o anche solo momenti di quotidianità famigliare. Io ho iniziato a dilettarmi a fare scatti dall’età di sette/otto anni e con quello strano aggeggio tra le mani, che mi permetteva di immortalare una scena rendendola eterna, ho i primi ricordi del mio approccio alla scrittura con la luce.
Mio padre, pur avendo un paio di libri che parlavano di fotografia, non è mai stato un utilizzatore così appassionato da studiare e imparare a usarla come si deve, così io, a cascata, ho sempre scattato in automatico, seguendo semplici regole di composizione e di buonsenso, anche perché far stampare i rullini aveva un certo costo e per una famiglia con uno stipendio e mezzo non era certo il caso di sprecare negativi (e soldi) per nulla.
Quella macchina fotografica, una vecchia Canon AE-1, ha smesso di essere usata da almeno una ventina d’anni e ora è nelle mani di mio cugino che conosce appassionati del vecchio formato a rullino e sta cercando un acquirente.

Col passare degli anni, io ho continuato a praticare saltuariamente la fotografia, prevalentemente con delle usa-e-getta (i più giovani nemmeno sapranno a cosa mi riferisco), perché andare in gita scolastica con la macchina di mio padre non mi è mai stato permesso fino alle superiori (ebbene sì, a Barcellona me la sono portata!), ma nonostante fossi uno sperimentatore di nuove prospettive e situazioni, i risultati erano banali e decisamente scadenti e in alcuni casi del tutto sbagliati nell’esecuzione.

Con l’avvento dei primi anni del 2000 e la diffusione della digitalizzazione, mi è stata regalata una compatta e già il fatto di poter scattare a volontà, cancellando i risultati ignobili, è stata una spinta per dedicarsi un po’ di più alla fotografia, con sommo rammarico di certi amici, che quando si andava a fare in giro mi vedevano sempre con quella scatoletta in mano a scattare a destra e a manca senza pietà.
Un importante passo in avanti l’ho fatto nel 2013, quando, dopo l’acquisto di una compatta un po’ più evoluta (quanta ignoranza in quell’acquisto!), ho iniziato a frequentare un gruppo di fotografia del mio paese, imparando tanto e rubando trucchi del mestiere su tutto quello che riguardava quell’ambito, fino a rendermi conto che avevo buttato circa 200 € per un acquisto del tutto incompleto e incapace di permettermi di fare quello che avrei voluto… o anche solo di provarci.
Il gruppo si è sciolto e quindi da fine 2014, inizio 2015 sono rimasto alla mercé di me stesso e ho iniziato a seguire youtuber che parlavano di fotografia a tutto tondo: dalle guide agli acquisti alla tecnica, dalla post-produzione ai grandi fotografi, dalle tecniche fotografiche alla stampa…
Così, dopo mesi e mesi a sgolosare, a fine estate 2016 ho acquistato la mia prima reflex digitale, un’APS-C (Nikon D5500 per l’esattezza) con cui ho fatto il grande passo avanti, iniziando a scattare in modalità manuale.
Tuttora seguo alcuni di quei canali e ho alcuni video salvati per ricordare come si fanno certe cose, anche perché, se non sei un professionista che utilizza lo strumento tutti i giorni, tante informazioni le dimentichi in fretta.

Per farvela breve, fin dall’inizio avevo già capito che prima o poi avrei dobuto evolvermi utleriormente, così, nell’acquisto di obiettivi e di altro materiale nel corso degli anni successivi, ho tenuto conto di questo fattore (una cosa insolita, questa mia lungimiranza) e così oggi, ho a disposizione qualche ottica valida anche per la mia nuova D750: in realtà è un corpo macchina usato e di qualche mese più datato della D5500, ma è una FF (full frame – pieno formato del sensore) che mi permetterà di fare un’ulteriore passo avanti nella qualità degli scatti… sempre se l’occhio e la mano del fotografo saranno all’altezza.
Per la cronaca, l’acquisto è avvenuto giusto qualche giorno prima dell’8 marzo, quindi ho potutto fare ben pochi scatti per testarla, ma conto, quest’estate, di metterla sotto pressione a dovere.

Maestosa Scheletricità: uno dei primi (e ultimi) scatti con la D750

Immagino che vogliate anche sapere cosa mi piace fotografare, vero? Beh, in realtà non ho un genere preferito: se inizialmente (parlo degi anni dal 2013 in poi), ero molto attratto da paesaggi e natura (macro, fiori, piante, etc…), col passaggio a reflex mi sono dedicato anche al ritratto e alle istantanee durante gli eventi (ho un amico con un locale estivo e dalla scorsa primavera mi occupo del report fotografico delle serate con gruppi e feste – doveva aprire il 4 di aprile, ma ovviamente slitterà… Speriamo si possa tornare presto operativi!), passando anche per fotografie di cibo e sport (anche l’evento cittadino del triathlon di fine aprile è stato annullato, SIGH!).

Qui sotto troverete una carrellata di immagini che raccontano un po’ la mia evoluzione (non sono in rigoroso ordine cronologico, ma quasi): la qualità è quella che è, ma sono soddisfatto di molti degli scatti, anche se so che ho ancora molto da imparare e ancor di più da mettere in pratica per ottenere risultati interessanti.
Se voleste seguire il mio account Instagram, oltre a quello di questo sito (poco usato in effetti), ne sarei ben lieto e molti altri album completi li trovate sull’account Facebook.

Fatemi sapere se vi sono piaciute e se anche voi avete altre passioni, oltre a quelle che sono emerse dai vostri blog!

51 pensieri su “La passione per le immagini

      1. I tramonti sono fatti quasi tutti con la tecnica del braketing (più foto a diverse esposizioni per non perdere né luci né ombre) e poi composte successivamente: sono tra quelle più studiate e articolate da realizzare, in effetti.

        Sui ritratti e sulla luna, invece, c’è ancora molto lavoro da fare, ma mi fa piacere che ti piacciano: vuol dire che sono sulla buona strada 🙂

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  1. Buona sera Alessandro 🙂 Sai che fai delle fotografie molto belle? Io amo la fotografia sebbene non mi diletto, personalmente, a farle. Però il gusto di cercarle soprattutto su Pinterest mi piace un sacco – forse notato – . Di queste, le più belle a mio parere, sono quelle in mezzo alla natura, ai cavalli che io adoro e, se sono i tuoi, sei il massimo dei fortunati perché li adoro. Ci sono fotografie di alcuni laghi e poi ci sono alcune persone che, posso solo provare ad immaginare, sei tu con la tua metà di Vita (graziosa quanto te), parte della tua famiglia credo. Si! Direi che i cavalli sono stati i soggetti che più mi hanno colpita naturalmente senza nulla togliere al resto in quanto tutti gli scatti sono momenti preziosi per te. Saprai sicuramente che “immortalare” un momento di Vita vissuta è renderla “morta” ma questa è solo l’etimologia che definisce un senso un po’ astratto che dice e non dice qualcosa di veramente importante, non in Occidente almeno. In altre parti del mondo asiatico, invece, lo vedono proprio come un “furto”. Fotografare una persona, a volte, credenze che esistono sono quelle come il significato del “rubargli” l’anima. Non so bene ma è in Oriente – ovvio – forse verso India? Non sono esperta in materia, faccio supposizioni su quelle poche cose che posso sapere. Però hai un talento e lo sai sfruttare bene. Ti volevo fare i miei complimenti e, mi raccomando, abbi cura di te in questo periodo e ti regalo un pezzo del mio ❤ per renderti più accalorato in un periodo dove, tra qualche giorno, non ho più il mio cuore perché sto continuando a regalarlo a destra e a sinistra. Ma poi perché non a sinistra e a destra? Giusto per rendere la conclusione un po’ più originale 😀 Un bacione e una dolce notte a te e Voi famiglia. 😉 Sabry P.S. Grazie perché passi a trovarmi più spesso della vicina di casa alla quale, lo zucchero, non manca mai ❤

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    1. Grazie Sabry per le tue belle parole! 😊
      I cavalli non sono miei, ma solo un soggetto molto affascinante per qualche scatto.
      Sul senso della parola immortalare, la tua è una interpretazione interessante, ma io la vedo più come una visione d’eternità.
      Comunque sono convinto che il tuo cuore, che doni in giro qua e là, ti ricresca costantemente 😉

      ❤️

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  2. belle! mio padre era professionista, faceva servizi di manifestazioni e cerimonie oltre a quelle in studio. Poco prima l’avvento del digitale ha smesso, conservando solo il commercio di ottica. Io sono stata una bimba molto curiosa a ffascinata dal suo lavoro, lo aiutavo qualche volta nell’asciugatura e da adolescente nella fase di ritocco più semplice ( allora tutto manuale) mentre per i ritocchi più importanti interveniva una professionista. Per me era un mondo magico interrotto poi dalla sua scelta, oculata, visto che poi col digitale tutto è cambiato e non parliamo poi con l’avvento degli smartphone. Lui si è disfatto delle sue vecchie reflex tempo fa, compresa una biottica che oggi sarebbe un bel ricordo tangibile, ma così è andata…Ora lui che è in pensione continua a scattare foto per passione quando l’umore glielo suggerisce ( ha 88 anni pur se ben portati) ed è molto curioso che abbiamo comprato entrambe in contemporanea una canon g15 powershot che è una discreta compatta. A me sinceramente manca il tempo per sfruttarla come vorrei, anche perchè non essendo mai stato il mio lavoro non sono così ferrata come lui, ma me la cavicchio. In più spesso per questioni di spazio, in certe uscite mi porto una piccola panasonic/leica che mi soddisfa certamente più che uno scatto da smartphone. Ciao 🙂

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    1. Eh è un background non indifferente il tuo: hai di sicuro imparato tante cose. Io, a parte quel poco di analogico, sono nato (fotograficamente parlando) col digitale. Sono due mondi diversi, ma per far qualcosa di decente c’è comunque da impegnarsi e destreggiarsi.
      Concordo con te con le immagini da smartphone: un tempo ci scattavo, ma da quando sono passato alla reflex, è solo per questioni di esigenza, ma non di fotografia.

      E’ un mondo bellissimo, comunque: ritagliarsi qualche momento per scattare è (per me) sempre una soddisfazione 🙂

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  3. Che belle foto e che bell’articolo, complimenti! Mi è piaciuto molto, mi hai fatto tornare una gran voglia di prendere la mia macchina fotografica… anche se non sono per niente brava e ho ancora tutto da imparare! 🙂
    Ti seguo volentieri anche su Instagram.
    Ancora complimenti!

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