Scherzi del destino

Di cosa stiamo parlando?
E’ forse un pesce d’aprile? O forse è un gentile omaggio di inizio mese? Probabilmente entrambe le cose…
Volevo farvi leggere questo brano e dedicarvelo: parla della ricerca della libertà, in un momento in cui questo concetto è al centro dei pensieri di molta gente.
Spero di allitarvi almeno per qualche momento con queste righe…

Walduro Dideshav rifece di buona lena il tragitto verso i moli e si arrestò all’imbocco della piazza del porto: l’attività era febbrile e gli equipaggi delle navi stavano imbarcando le provviste e ultimando le riparazioni prima della marea serale. L’aria era pregna dell’odore di salsedine e del pesce che giaceva invenduto nelle ceste ricoperte di larghe foglie di fico.
«Quello finirà nella zuppa di qualche locanda, non vi preoccupate…» una voce di donna giunse dalle spalle del capitano della Farfalla dell’Athalgha «… ma per l’ora di cena sarete già in mare, dico bene?»
«Nariisha.» l’uomo deglutì, fissando una pattuglia di guardie che passarono al limitare della piazza a passo cadenzato «Cosa ci fai qui? Non dovresti essere a palazzo?»
«Fergosh: che i venti siano propizi anche a voi, zio Wal.» la sinuosa figura dalla pelle scura lasciò l’ombra del vicoletto trasversale e gli si affiancò «Devo andarmene da qui. Con voi, o con chiunque altro mi prenderà a bordo: posso pagare…» carezzò un sacchetto che teneva legato alla cintura di cuoio intrecciato.
«Cosa stai dicendo?» guardò dietro di sé da sopra la spalla «Nessun capitano ti prenderebbe mai a bordo. Nessuno con un po’ di sale in zucca, quantomeno…» sospirò «E poi, perché vuoi lasciare questo posto? Al di là del mare troverai solo gente pronta ad approfittarsi di te…» deglutì e scosse la testa «… e non ci sarà tuo padre a proteggerti. E nemmeno io.»
«Non sono più una bambina!» la giovane serrò i pugni: i lunghi capelli scuri, raccolti in spesse ciocche odorose di olii profumati oscillarono al suo fremere «Fergosh. Prima o poi troverò un avido schiavista che mi accompagnerà sul continente. Uno qualsiasi, non mi importa dove.» si voltò e si incamminò lungo la stretta viuzza.
Lo spiffero la rincorse e la afferrò per il polso «Aspetta, Nariisha.» sbuffò e scosse il capo «Non sarai più una bambina, ma ti comporti ancora come tale.» la tirò e la fece arrestare «Cosa cerchi nel continente? Cosa c’è che qui tu non abbia già? Nessuno dei tuoi famigliari ha mai lasciato l’isola: perché tu ti ostini a volerlo fare?»
«Perché qui sono una prigioniera, non riuscite proprio a capirlo?» i suoi occhi marroni si riempirono di lacrime «Non posso fare niente senza avere qualcuno dei Figli del Vento alle calcagna, non posso lasciare l’isola, non posso andare a bere in una taverna…» singhiozzò «Non è vivere questo: è come essere uno di quegli stramaledetti schiavi. Solo senza il marchio del mio buon padre.» la giovane iniziò a piangere «Voglio essere libera: è chiedere troppo?» la voce fu poco più di un sussurro.
«Piccola mia…» Walduro Dideshav le cinse le spalle e le carezzò la schiena, lisciando la tunichetta di lino azzurro «Non mi sono mai reso conto di quanto soffrissi per questa cosa, però io… ecco…»
«Sono riuscita a scappare, zio Wal,» Nariisha sollevò lo sguardo verso gli occhi marroni dell’uomo «ma non tarderanno ad accorgersi della mia assenza: per quell’ora dovrò essere lontana.» deglutì e si svincolò dall’abbraccio, arretrando di un passo «Non… non ho che voi: aiutatemi, vi scongiuro.» il seno sodo si alzava e abbassava al ritmo del respiro affannoso.
Lo spiffero fece passare lo sguardo sull’esile figura della fanciulla «D’accordo.» sospirò «Però non posso certo farti salire a bordo così come sei ora, senza destare sospetti… e senza il consenso di tuo padre.» sporse le labbra «E poi, una volta a terra, te ne andrai per la tua strada e non dovrai più avere nulla a che fare con nessuno dei Figli del Vento, me compreso: intesi?» la giovane annuì e accennò un sorriso «Manca ancora un giro di clessidra alla marea e chiunque non sia cieco ti riconoscerebbe qui a Tafeld, perciò ora fai quello che devi fare e tra mezzo giro di clessidra andremo insieme Farfalla dell’Athalgha: cambiati d’abito e nascondi quel tuo visetto grazioso, oppure sarà difficile riuscire a darti una mano. Forse…» si lisciò i baffetti grigi, socchiudendo le palpebre «… forse potresti passare per un giovane schiavo: mi servirebbe giusto uno sbarbatello per il mio incarico.»
«Come volete, mio signore.» Nariisha si inchinò, tenendo la testa abbassata «Vorrà dire che sarà il vostro giovane schiavo per tutta la traversata se questo mi permetterà di andarmene da qui.»
«Eccellente.» Walduro Dideshav si schiarì la voce «Proprio quello che fa al caso mio: forse riusciremo a farla franca, se non farai sciocchezze.» la giovane dalla pelle scura annuì e fece per girarsi «Aspetta. Ricorda: tra meno di un giro di clessidra dovrai farti trovare pronta, altrimenti partirò senza di te, chiaro?» la ragazza assentì sorridendo «D’ora in avanti il tuo nome sarà Tusjus.»

Dal capitolo II del nuovo libro
Nariisha Nobile: al tempo ritoccavo ancora le immagini per adeguarle alle esigenze del personaggio
fonte: Tumblr, anche nella versione bozza

Lei è la figlia di Alfredo Nobile, il gran capo dei Figli del Vento, la gilda di schiavisti più influente di Sphaera ed è quindi paradossale che questa ragazza si senta in una situazione di schiavitù senza marchio (il vincolo magico che li tiene incatenati al padrone).
Nariisha è uno dei personaggi che si potranno incontrare nel secondo libro della saga (la stesura procede, seppur a rilento), ed è per questo che l’estratto che vi ho proposto non finirà nei racconti, visto che si tratta di uno dei paragrafi del secondo capitolo (posizionamento e testo sono ancora provvisori, ovviamente), però ci tenevo a farvi leggere qualcosa di nuovo e stuzzicante…

… e poi, questo vorrebbe essere un mio regalo in questo giorno per me tanto speciale: felice genetliaco a me: no, questo non è affatto uno scherzo!

37 pensieri su “Scherzi del destino

  1. Auguriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii (e 4)
    dlin-dlong! Per il pagamento degli auguri rivolgersi in cassa -dlin-dlong!
    A parte le battute, ti auguro di passare una giornata frizzante, bollicinica, divertente, comunque all’insegna della festa che ciascun fa quando si sente nato.
    (Mooolto promettente la signorina, mi piace molto!)

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    1. Smettila, o il timer tutte le volte scatta in avanti di uno, e quelli dell’INPS non ci sentono quando chiedo la pensione!!! 😛

      Comunque grazie (e 4) per auguri e l’apprezzamento: spero che la suddetta Nariisha, che farà la sua parte per portare avanti tutta la faccenda del coso che chi sa sa e chi non sa, si attacca! 😉

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  2. Ho appena terminato la lettura e devo dire che la storia è avvincente. E’ strano che io dica ciò dopo aver letto solo qualche pagina ma devo ammetterlo: ne comprerei volentieri il libro! Non vedo l’ora di leggere altri tuoi scritti!
    … TAAAAAANTI AUGURI! Il vero regalo l’hai fatto tu a noi, in realtà, quindi non possiamo che ringraziarti! Ti abbraccio.

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      1. Spero di ricordarmi di comprarlo, quando sarà finita la quarantena. A dire la verità, ho tanti libri ancora da leggere ma, quando la storia mi cattura, sono capace di abbandonare tutto il resto per dedicarmi ad essa. Comunque, ci tengo a scusarmi per aver risposto solo adesso ma non ho potuto accedere prima sul blog.

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      2. Di niente. Tranquillo, non si tratta di essere antichi o meno: anch’io, fino a qualche settimana fa, odiavo tutti i post in cui si menziona la gente random ma, durante la permanenza qui a casa, ho iniziato ad apprezzare anche quelle. Comunque, buongiorno.

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