Fase 2

No, nessun riferimento alla situazione pandemico-virale che attanaglia il mondo, ma un semplice cambio di pagina, un nuovo inizio, anzi, un altro inizio, fatto di vecchie storie e parole scritte chissà quanti lustri fa, ma anche di una nuova libertà espressiva che avete forse colto nel precedente racconto Massaggi d’amore e che si concretizzerà in nuovi brani. Nulla di quanto è stato fatto viene rinnegato, ma solo integrato da altro.

Andiamo per ordine e parliamo della cinestata del 1° maggio: parto col dirvi che ho scritto quel testo tra le 3:50 e le 4:50 del giorno prima (non chiedetemi come mi sia trovato in quella situazione: non saprei darvi una risposta erauriente) e visto che mi è sembrato qualcosa di divertente, ho deciso di buttarmi nella mischia e offrirlo in un giorno in cui, al posto di far grigliate con gli amici, ci si ritrovava in casa a far un’altra “X” (questo era per una persona cara) sul calendario.

Manoscritto cinesata

Nei giorni precedenti, inoltre, pur se in orari meno strambi, ho buttato giù qualche altra riga a comporre un altro breve racconto che poco ha da spratire coi racconti di nonna Mery o del suo capronico marito, che non spariranno, ma sono solo in attesa di spuntarmi dalle dita che battono sulla tastiera.
Questi e altri racconti arriveranno presto in queste pagine: ma non voglio snaturare quest’ambiente, infarcendolo di off-topicità, quindi vi passerò il tutto a piccole dosi, ma tenetevi pronti a leggere cose mie ben diverse da quelle a cui vi avevo abituato (e magari anche stufato).

News! Giungono voci che l’editor(e) di un altro famoso network ha approvato l’uscita un pezzo (o una pezza, non voglio essere discriminatorio sul genere) di quelli a cui si faceva riferimento prima. Questo vi darà ulteriore materiale per capire se alzarmi di notte per scrivere sia o meno un buona idea. Io preferirei dormire, ma il mio è un parere di parte…

Ed eccoci al piatto forte (o pesante, punti di vista): tra le novità che ci sono, c’è anche un reflusso (piatto pesante, lo dicevo io…) poetico che di cui avevo già parlato tempo addietro (Perché scrivo?): non che questo sia diventato il luogo consono per la lirica e non mi cimenterei mai in qualcosa di cui sono ormai mero osservatore, ma visto che vi avevo fatto riferimento parlando della mia iniziazione come scrittore (parola grossa, eh…) partita proprio dalla poesia (parola ancor più grossa), ho deciso di condividere un sonetto, e anche qui, esserndo oggi una sorta di spartiacque, tra un prima e un dopo, vorrei spargere questo messaggio di speranza (una sorta di concimazione, insomma).

Fiore di vita

Scorrono le ore, scorron tarde le acque
là, sotto a quegli erosi ponti; fiore:
eccone nato, sol uno ove tacque
la cruenta man d’uom, che porta il terrore.

L’erba è più verde, dove lo stel nacque;
petali suoi, sublimi: buio candore,
come fissate lacrime a chi giacque,
ma senza mai, tradir alcun dolore.

Alzo lo sguardo: fiori a non finire.
Cammino nella luce: dolce è il tatto
dei piedi nudi, su fresca rugiada.

Il vecchio fior, è alla fine della strada,
ma dietro a lui nuova stirpe s’è fatto.
Non muore la vita: c’è da gioire.

Al tempo l’ho classificato come sonetto, ma potrei aver contato male le sillabe dei versi, perciò siate indulgenti: quando parlavo di lustri fa, non era affatto una metafora, ma trattasi realmete di un componimento liceale e quindi ancora acerbo dal punto di vista stilistico, anche se dall’argomento piuttosto attuale e forse anticipatore di certe tematiche (*auto-pacca sulla spalla*).

Bene, ora che è di pubblico dominio, non infierite troppo: magari quel fiorellino tanto sensibile son proprio io…

37 pensieri su “Fase 2

  1. lasciamo stare metrica e quant’altro cui non bado (sono per il verso libero) il messaggio è positivo, puro canto di sensi “…dolce è il tatto dei piedi nudi, su fresca rugiada…”
    fossi in te non mi bastonerei 🙂

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    1. Di versi ne faccio tanti anch’io… e a volte bisognerebbe metter loro il guinzaglio, mica lasciarli liberi! 😛
      Grazie dell’apprezzamento, l’ho trovato consono alla giornata odierna e mi fa piacere che abbia colto il messagio.
      In futuro potrei far intravedere altro, ma se come prosaico prosista ho la faccia di bronzo, da poetante mi sento come uno studente davanti alla commissione d’esame… e ovviamente uno studente che non sa niente, sennò sarebbe troppo facile! 😜

      Piace a 2 people

  2. be’ be’ … sconsiglierei di riutilizzare in altra occasione l’ultima frase: è un invito irresistibile per i sadici 😀 😀 😀 comunque questa petrarchesca creatura la spettinerei un po’: al primo verso aggiungerei un po’ di sciolina 😉 “Scorron l’ore, scorron tarde l’acque” così per dire, eh!! 🙂 🙂

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