Il ballo degli orchi

«Avete mai visto un pelleverde da vicino?»
I bambini, seduti attorno allo sgabello di nonna Mery, scossero le testoline, ma non fiatarono.
«Hai finito di raccontare balle, femmina?» dal giaciglio in fondo all’unica stanza della casa, il marito di Mery Brufor tirò su la testa «Non sapresti distinguere un pelleverde da un goblin nemmeno se te lo trovassi a una spanna dalle verruche del tuo naso!»
La vecchia gli lanciò un’occhiataccia e agitò la mano per aria, brandendo il mestolo «Zitto tu, vecchio caprone.» i ragazzini ridacchiarono e Mery tornò a rivolgersi a loro «Ora vi racconto di quella volta che quello là…» indicò col mestolo il consorte che imprecava tra i denti e si rimetteva sdraiato «… si arruolò nella Brigata per difendere il nostro villaggio.» si mise a ridacchiare e i bambini si sporsero verso di lei, con i gomiti sulle  ginocchia «Dovete sapere, che quando c’eravamo appena sposati, ahimè tanti anni fa… quanti anni che ho sprecato con quello…»
Dall’uomo giunse un mormorio «Maledetta vecchiaccia chiacchierona.» seguito da un grugnito di disappunto.
«… la Brigata aveva uomini in ogni villaggio, così da poter avvisare quelli dei paesi vicini per dare man forte a respingere gli assalti. Fu nell’estate, il sessantatré… o forse l’anno prima, chi se lo ricorda? Beh, eravamo tutti impegnati nei lavori dei campi in quei giorni e qualcuno degli abitanti era al pascolo con le capre. I tamburi iniziarono a suonare prima dell’alba, quando Diesef non aveva ancora iniziato a illuminare le creste innevate dei Queqittigas. E poi i corni: facevano accapponare la pelle peggio che… beh, peggio dei versi che fa quello là quando dorme…»
Il marito di Mery si era appisolato e aveva iniziato a ronfare sempre più sonoramente.
«Bah… non fateci caso, tanto non si sveglia nemmeno se i pelleverde se lo portano via di peso. Comunque, stavo dicendo di quella mattina. Era molto molto presto e con molti degli uomini di Arielnor lontani e solo il vecchio caprone, che al tempo era un giovane caprone, ma duro di testa peggio che un mulo… sulle corna non vi sto a dire, non è il caso. Beh, lui si sveglia di soprassalto. Al tempo ancora ci riusciva…» sghignazzò «… e afferra quella mezza trombetta lì…» indica una cosa tutta contorta appesa con una corda sulla cappa del camino «… esce e inizia soffiarci dentro come un forsennato. Gli altri si erano già alzati quasi tutti, ma nessuno aveva ancora preso un cavallo per galoppare a Oltaun o da qualche altra parte per avvisare gli ufficiali, così decide di farlo lui, anche se non è mai stato bravo a cavalcare.» fece un lungo sospiro e scosse la testa «Beh, non ci crederete, ma i pelleverde avevano già circondato il villaggio e quando lui stava cercando di tenere sul sentiero la cavalla, ormai già in là con gli anni, poveretta, finì dritto tra le braccia di una squadra di quelle belve, che abbatterono la povera bestia… No, non mio marito: sarebbe stata una perdita meno grave.» alzò la voce, sbirciando verso il giaciglio.
«Ti ho sentito sai?» mugugnò l’uomo, prima di rimettersi a ronfare tra i risolini dei bambini.
«Beh, comunque lui riuscì a tornare indietro di corsa: non lo sa nemmeno lui come, visto che è zoppo da che ne abbia memoria, però mi fece nascondere nel rifugio dei Keltasjus…» spettinò il ragazzino davanti a lei, che era a bocca aperta «Sì, piccino, tuo nonno aveva… ha ancora, credo, un buco in cui ci andavamo a nascondere in quelle circostanze, ma lui…» sempre guardando verso il marito dormiente «…sembrava aver deciso che quello era il giorno in cui lasciarci le penne, da vero un pollo, anche se di solito gli do del caprone.» i bambini sghignazzavano lanciando occhiate verso il giaciglio del marito di Mery «Brandiva un coltellaccio che nemmeno il burro ci avrebbe tagliato, ma si buttò lo stesso nella mischia insieme agli altri uomini del villaggio. Non so come sia successo, ma sta di fatto che la pellaccia gli è rimasta attaccata alle ossa per una bella clessidra. Ormai, però, i pelleverde li avevano circondati e avevano già iniziato a ballare, a fare quella loro danza di festa, mentre li insultavano coi loro versi sgraziati.» alzò lo sguardo e si mise a ridacchiare.
«E poi?» la piccola Geldias la riportò alla realtà «Cos’è successo?»
«È successo che sempre a me tocca sistemare le questioni che quel caprone lascia a metà: ho preso quella specie di tromba e ho iniziato a soffiare più forte che potevo. E quando ormai avevo la lingua a penzoloni, arrivò una risposta di un’altra, un corno, di quelli seri, mica come quel coso lì. Beh, forse anche i pelleverde l’avevano sentito, e subito hanno smesso di muovere quei brutti culoni verdi e si son guardati intorno. Uno si è messo a correre verso di me, ma io gli ho piantato una padellata su quel brutto grugno, che da allora ha dovuto bere solo zuppa. E di quella senza le verdure a pezzi!»
I ragazzini si misero a ridere al gesticolare di Mery Brufor, che raccontava di come ne aveva stesi altri, mentre la cavalleria della Brigata faceva strage dei fuggitivi.
«Le dici belle grosse le balle, eh?» la voce del marito interruppe le risate «E ora sciò, marmocchi piscialletto: fatemi dormire in pace, come si merita un vecchio che ha la maledizione di essere marito a quella lì. La prossima volta ve la racconto io la vera storia in cui ho salvato quella femmina che tutti conoscono come mia moglie. E come ho salvato le chiappe anche gli altri abitanti di questo buco di posto.»

Alessandro Gianesini

In copertina: European Medieval Village by KlausPillon (fonte DeviantArt)

65 pensieri su “Il ballo degli orchi

  1. da piccoli ci raccontavano le storie per prendere sonno la sera, ora leggo le tue storie per iniziare con più leggerezza la giornata e col piede sorridente 🙂 Bella anche l’immagine che hai scelto, bravissimo!

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      1. certo che puoi chiamarmi così…
        hai fantasia a vendere e la scrittura è scorrevole, prende per mano…insomma piacevolissima. Pronta anche a racconti di peso diverso, bisogna variare per combattere monotonie 😉 😘

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      1. per gli orchi è come per i gamberi, il colore della pelle dipende dall’alimentazione… e non siamo più costretti a nutrirci di carne putrefatta; andiamo anche noi al Mac, come voi 😜
        no grazie, mi rivolgerò al Partito Radicale 😂

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  2. Alex buon giorno 💜 Mi hai fatta svegliare già col sorriso. Ricordati che io passo e controllo dalla app ciò che succede. Walter mette i film ma non legge né approva i commenti. Già l’ho rimproverato io perché mi ha cambiato logo e mette delle locandine enormi. Ma è bravo e l’unico che ha accettato. Gli altri e solo due ragazze, erano in gamba ma volevano guadagnare tramite la pubblicità. Io gli ho dato la chiave di WStream e di AKvideo e loro hanno visto che, in un anno, ho accumulato ben 0,02… Cent di dollaro. Fregati? Ho detto loro che questo lo può fare chi ha la passione per farlo. Una di loro non lavora da quattro anni (perché non ha voglia e li rifiuta tutti) ma è in garanzia cantonale che non gli fa mancare affitto e vita quindi? Comunque passione no? L’ho tenuto chiuso un mese. Poi ho pensato ad una coppia di persone, lui Walter – non esageratamente bravo in informatica -, ma ha accettato perché voleva imparare ad aprire un Blog per le sue poesie. Mi ha chiesto una mano, io ero triste perché ho dato in prestito spazio del Blog e non potevo fare nulla per lui in quanto mi è stato impediti di portarlo avanti. Non ora e credo mai più. Più lontana dalla rete e più ci guadagno in salute. Ma passo… A volte ritornano 😃😃💙💙 e, del sorriso che mi hai regalato, ti faccio i miei soliti reblog 😀

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      1. Si Alex…. Non ne voglio parlare ma sono stata ricoverata. La Roberta era andata via da casa dopo una litigata e, una mia frase di troppo “e allora fatti le valige e sparisci” mai l’avessi detta. Tutto il resto si capisce. Comunque, dopo aver penato tanto, è tornata dalla Liguria dove suo padre ha la casa (lei è nata e cresciuta là). Dogana – tampone e quarantena obbligatoria per lei così siamo state anche assieme più del solito. 💗💗💗 Ora lei lavora ed io comincio Lunedì pomeriggio. Non voglio scriverlo in pieno spazio per tre amiche str***** che non hanno fatto una telefonata alla Roby visto che io avevo eliminato il mio profilo whatsapp per tutti. Le amiche vere, quelle che ti mettono al muro 😪

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