Petrarca – 3 di 6

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Sabato 5: il locale

La saletta è piena, ma c’è ben poco da stare allegri: la metà di quelle che ci sono qui me le sono già scopa… portate a letto, devo ricordami di dire così: va a finire che mi scappa anche davanti a qualcuna di loro e poi parte la scenata come quella volta. Com’è che si chiamava? Boh, più vista: meglio così.
C’è anche Giulia, per fortuna: mi saluta e si fa largo verso di me; mi bacia «Che ci fai da queste parti?» domanda, accostandosi per farsi sentire oltre la musica del D.J. «Non ti facevo il tipo da serate nei locali.»
«Infatti. Non so nemmeno io perché sono qui…» le rispondo parlandole all’orecchio «Se non ti avessi vista, probabilmente, me ne sarei già andato.»
«Lo sai anche tu perché sei qui: non fare il furbo con me!» ha un modo bellissimo di ridere e io me la scope… porterei a letto. Ancora, certo, ma poi so com’è fatta e che la odierei come le ultime tre volte. Lei si accorge che le sto guardando nella scollatura e mi mette una mano sugli occhi «Non ci pensare nemmeno: con te ho chiuso, anche se sei una gran bella scopata.»
«Ehi! Non sarò mica solo quello, vero?» metto il broncio, guardandola tra le dita.
Lei fa spallucce «Perché? Io cosa sarei per te?» di nuovo quella risata e poi mi prende la mano e mi trascina fino al tavolino delle sue amiche «Lei è Alice: vi conoscete già?» facciamo segno di no «Ottimo! Io intanto vado a prendermi da bere, allora…» si allontana, ma io mi impongo di guardare la sua amica: non sarebbe un buon inizio, farmi beccare a guardare quel gran bel culo che ha Giulia.
Lei… Alice? Beh, scende dallo sgabello e mi si avvicina «Piacere, Andrea!» le porgo la mano. È carina, niente da dire: un’occhiata e ho già preso mentalmente le sue misure e sorrido più a me stesso che a lei «Allora, come fai a conoscere quella pazza?» mi giro a guardare verso Giulia, ma c’è troppa gente in mezzo: peccato.
«Amici in comune…» mi parla appoggiandosi alla spalla e sento il suo profumo «Scusa se ti abbandono subito.» mi mette tra le mani il suo cocktail «Fagli la guardia: vado un attimo in bagno e torno.» annuisco e sorrido «Ah, assaggia pure, se vuoi, ma se me lo finisci ti tocca offrirmene un altro.» ammicca e si gira.
La guardo andar via: niente male, com’è che non la conoscevo? Sculetta sui tacchi come una modella. Sembra proprio sodo… oh, sì: quei pantaloni… eccheccazzo! Siamo già a questo livello? Annuisco: sì, direi che ci siamo.
Giulia è tornata e mi sta fissando e ridacchia: scuoto la testa e le punto contro l’indice e lei si mette a ridere ancor di più, ma stavolta si nasconde la bocca con la mano.
Mi si avvicina e fa cin-cin col bicchiere di Alice «Hai già deciso di scopartela.» non è una domanda. Beve un sorso e mi punta l’indice sul petto «Vedi di non trattarla male: è così… ingenua!»
Io tiro dalla cannuccia e la guardo di traverso «Hai una così bassa opinione di me?» ma non riesco a trattenere un sorrisetto, quando annuisce «Eri meno stronza una volta, ma resti la mia preferita, lo sai?»
«Certo che lo so.» si mette a ballare strusciandosi contro di me «Se c’è una cosa che so bene è che per te sono tutte le tue preferite. Almeno finché te la danno.»
«Così mi offendi!» vedo tornare la sua amica e mi scosto da Giulia «Ne ho bevuto solo un sorso, giuro!» le dico ridandole il suo Long Island; Giulia si allontana, sempre con quel cazzo di sorrisetto sexy «Non sono tante le ragazze che lo bevono, sai?»
«Perché, hai una statistica sull’argomento?» ribatte lei con una risata cristallina, che smorza succhiando dalla cannuccia; io resto immobile come un fesso «Scherzo, dai…» mi prende sottobraccio e mi porta verso l’uscita «Qui lo sanno fare proprio bene e quelle poche volte che ci vengo, ne approfitto.» si passa le dita tra i lunghi capelli biondi «Fa caldo: prendiamo una boccata d’aria.»

La veranda non è meno affollata, ma il volume è ovattato e c’è più fresco «Di dove sei? Non mi pare di averti mai vista da queste parti…»
Mi racconta un po’ della sua storia, ma io ascolto ben poco, sbirciando di tanto in tanto Giulia, che è dentro e continua a guardarci attraverso la vetrata.
«… e voi come vi conoscete?» mi giro verso di lei e aggrotto le sopracciglia. Ho pure scordato il suo nome: che idiota «Tu e Giulia, intendo.»
«Oh, niente di che…» ridacchio con una scrollata di spalle «Qualche anno fa ci siamo di… Siamo stati insieme per un periodo, ma non ha funzionato. Siamo rimasti in buoni rapporti, però.»
«Dev’essere difficile riuscire a farlo…» arrossisce violentemente «Restare amici, intendo. E poi lei…» si gira a guardarla «È proprio bella.»
«E io no, invece?» alzo il mento e mi metto di profilo.
«Sì, certo, che hai capito?» avvampa di nuovo e abbassa la testa. È adorabilmente ingenua, sì. Chissà se…
Le sollevo il mento e le sorrido «E anche tu sei molto bella, cosa credi?» distoglie lo sguardo «Senti, che ne dici…»
«Scommetto che lo dici a tutte!» stavolta mi fissa lei, con quegli occhioni marroni da cerbiatta.
Faccio segno di no «Non a tutte, solo a quelle di cui lo penso veramente.» inizio a contare con le dita «Tu e Giulia, e…» faccio passare tutte e due le mani, guardando in alto «No, nessun’altra che io ricordi.» ammicco e li premo l’indice sul naso «E ora ascoltami bene: ti va se venerdì prossimo usciamo a mangiare qualcosa? Solo io e te.»
Lei sgrana gli occhi e dalle labbra esce un “Oh” sommesso «Non mi stai prendendo in giro, vero?»
«No, certo che no!» che gente frequenta ‘sta qui? Mah… «Ti chiamo e ti faccio sapere il posto e l’ora, ok?» lei fa cenno di sì e sorride. Niente male, niente male davvero: ha pure dei bei denti. «Però forse è meglio se mi lasci il tuo numero: non vorrei doverlo chiedere a Giulia…» ci scherzo su e lei si gira «No, meglio non farlo: magari quella è capace di aspettarti in un vicolo buio e farti fuori!» le dico con un fil di voce e lei… sì, Alice, ecco come si chiama. Alice ride di nuovo. È proprio bella.

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89 pensieri su “Petrarca – 3 di 6

      1. Non tanto per l’attenzione quanto per il fatto che si perdono i dettagli. Magari il giorno stesso eri rimasto colpito, ma dopo tre giorni non hai collegato😅 però è normale. Laura sta leggendo con attenzione “La brigata della speranza”😜

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  1. Refusi: non mi sarei permesso, ma considerato che lo fanno anche altri, e visto che hai dichiarato di apprezzare l’aiuto, darò il mio contributo 😉

    – “Fargli la guardia” anziché “Fagli la guardia”
    – “Non sono tante le ragazza che lo bevono” anziché “Non sono tante le ragazze che lo bevono”

    Non è un refuso, ma leggendolo la prima volta ha suscitato un attimo di sconcerto:
    “oh, sì: quei pantaloni… e che cazzo!”
    La seconda parte, scritta così, a tutta prima non sembra un’interiezione, bensì l’apprezzamento per una “parte” di Alice che non mi sarei aspettato… 😉
    Suggerirei dunque di modificarlo così:
    “oh, sì: quei pantaloni… Eccheccazzo!”
    Che ne dici?

    Infine:
    “Giulia è tornata e mi sta fissando ridacchiando”. Doppio gerundio? Qui è questione di stile: se per te va bene così, è ok anche per me 🙂

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    1. Hai fatto benissimo a farmi notare i refusi: già corretti nel testo e nel file.

      Sull'”eccheccazzo” hai ragione, infatti avevo fatto così, ma probabilmente il correttore automatico di word mi ha suggerito l’alternativa e devo aver dato l’ok senza volere.

      Sul doppio gerundio, ci stava anche così, ma optato per un “mi sta fissando e ridacchia”.

      Sappi che non pagherò per la prestazione professionale, ma se dovessimo vederci, ti devo un caffè!

      Grazie Claudio! 🙂

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  2. Molto bello, mi piace molto anche la struttura temporale e che ci sia il punto di vista di entrambi ed anche i dialoghi sono molto realistici, leggo, ma allo stesso tempo è come se stessi guardando un film … attendo, con curiosità, le nuove puntate 🙂

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    1. Ti ringazio tantissimo: mi fa piacere questa tua considerazione sulla “visibilità” degli eventi, perché è proprio quello che volevo ottenere e se mi dici che l’hai percepita, allora ho fatto un lavoro interessante.

      Spero solo che la mia idea del punto di vista femminile sia altrettanto realistico! 🙂

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      1. Secondo me si, sei riuscito ad immedesimarti molto bene anche nel punto di vista femminile. Inoltre, cosa che avevo pensato e mi sono dimenticata poi di scrivere, l’aver proposto nella prima storia, l’epilogo dell’incontro, che in realtà non è l’epilogo, accende ancora più la curiosità sul “come finirà o continuerà tra i due?”

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  3. Bello Bello! Che bel racconto!!!! *E smielate varie*

    😂

    Rimango della mia idea.
    Nessuna donna presenterebbe a un bell’uomo “un’altra scopata” a meno che non avesse in mente:
    1) vendetta
    2) sesso a 3
    3) entrambi (perché no?)
    Lui sarà pure la vittima, ma di certo se lo merita.

    In attesa di capire che c’entrano le righe iniziali.

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    1. Eh, le righe iniziali l’avresti saputo (in parte) leggendo il brano di ieri… ma visto che sei gnoma dispettosa, hai fatto una figuraccia da goblin! 😝😝😝

      Però, sempre leggendo (stavolta quello di oggi – ma dagli accenni, un’occhiata gliel’hai data) capiresti che tra i due non è proprio andata bene… 😉

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      1. Cià, mi sa che qui è meglio che ti commento seriamente solo alla fine, visto che non capisci nemmeno se ti leggo oppure no. E certo, ti ho letto davvero anche ieri, come oggi. Non è che non ho colto le citazioni, ma mi chiedo se non servano a qualcosa di più, arrivati alla fine del racconto.
        Niente, ti beccherai solo i miei “bello” e giuro che lo faccio! 😒

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      1. …e come mai l’hai tutto sbranato questo racconto? (non sono riuscita a trattenermi, non mi ero mai accorta che si usa la stessa etichetta per il testo letterario e per il morso di carne). In realtà la risposta la so già, l’hai già data sopra…

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