Petrarca e dintorni

Sono tornato! (fa molto Shining, detta così)
Mi pare di aver capito che la storiella amorosa (sì, certo: ora si dice così?) tra Andrea e Alice sia piaciuta, almeno da quello che ho letto nei messaggi in risposta ai vari brani, anche se immagino ci sia tutta una parte di pubblico che la pensa diversamente, senza però farlo sapere: peccato, perché le critiche aiutano a migliorare!

Leggendo questa recensione ho capito da chi avevo preso spunto per i personaggi: sono delle trasposizioni di Tomas e Tereza del romanzo L’insostenibile leggerezza dell’essere (ne consiglio la lettura: davvero molto bello); a quanto pare la mente a volte gioca strani scherzi, mischiando idee e ricordi e io non avrei mai associato le due cose, se non avessi letto quell’articolo sul suddetto libro (e se vi interessa l’argomento, il blog merita di essere visitato).
I personaggi di Alice e Andrea presentano diverse analogie con Tereza e Tomas, ma la cosa che mi sorprende è proprio quella di essermi ispirato inconsapevolmente a un simile capolavoro: di certo mi fa piacere, anche se mi mette un po’ di soggezione che abbia fatto un simile azzardo.

Come qualcuno ha intuito e scritto nei commenti, il finale della storia non è così categorico, anzi: le lacrime di Alice sono sicuramente dovute alle risate (forse potevo rendere meglio la scena? Questo è certo), mentre non è dato sapere, se non facendo ipotesi, se sono versate anche per altri motivi.
Altra cosa: pensate davvero che sia stato tutto orchestato per ripicca (da chi? Alice? Giulia? entrambe?) nei confronti di Andrea? Se così fosse avrei seminato altri indizi, perché il deus ex machina non è una cosa che mi entusiasma e quindi che senso aveva tacere per poi inventare di sana pianta un finale del tutto avulso dal resto del testo? Ve lo dico io: nessuno!
Alice ha mentito spudoratamente ma nei commenti, a parte una persona o due, nessun altro si è curato di un eventuale fidanzato di Alice (cornificato allegramente) e tutti a dare addosso al povero ad Andrea: che vi ha fatto questo innominato fidanzato da ignorare i suoi genuini sentimenti pur di vedere raggiunta la vendetta di quella santerellina di Alice?
Ora che ci penso, questo racconto potrebbe essere stato anche un esperimento sociale, ma i risultati che ne emergerebbero non è che mi facciano dormire sonni tranquilli, eh…

Ma nonostante tutto vi voglio bene lo stesso e mostro (termine non casuale, che sia chiaro) un’immagine di repertorio che ritrare Alice e Andrea: non essendo un gran fotografo, lo scatto è uscito male e ho dovuto usare un po’ di photoshop per abbellirla.

Andrea Giorgi e Alice Quintana del racconto “Petrarca”

Come vedere, lui è ancora perplesso, mentre lei ha l’espressione di chi la sa lunga. E non mi sembra di vedere anelli al dito, perciò, fate bene i vostri conti.
Come ho già detto in alcuni commenti, un giorno potrei rimettere mano al racconto della loro storia e scriverne un successivo capitolo, purché sensato, legato al primo e ovviamente con una sua logica.
No, non sarebbe una mera descrizione dell’ “e vissero felici e contenti“, anche perché, siamo onesti: ce li vedete felici e contenti fuori dal letto, per tutta una vita?
A questo punto, però, vi regalo Petrarca in versione pdf da scaricare e leggere in un sol fiato!


… e ora passiamo ad altro: visto che Petrarca era, tra le altre cose, un noto poeta e che io, tra il serio e il faceto, ho fatto promesse a destra e a manca (soprattutto a manca) di pubblicare non solo mie vecchie poesie, ma anche nuovi componimenti, ecco che cerco tosto di accontentar cotanto masochismo coi seguenti versi:

Sogni di carta

Scritte su d’un foglio:
l’inchiostro che scolora
nel tempo sì fugace
del battito del cuore.

Risme di parole:
la vista che s’offusca
di lacrime strappate
da palpebre ormai stanche.

Lo stilo scorre ancora
su pagine di vita,
ma la memoria torna
al fulcro della storia.

La notte ormai s’appressa,
i sensi s’assopiscon:
i sogni giungan lesti,
ché il mio disio s’appaghi.

Io vi avevo avvisati, eh! Non potete negarlo, ne ho le prove probanti.


Ma cambiamo (e in fretta!) ancora argomento : avete letto il racconto di ieri Una storia dei giorni nostri? No? Male, molto male: avete l’occasione di rimediare.
Ecco, si tratta di una sorta di esperimento sociale (siamo entrambi degli sperimentatori, a quanto pare) di Claudio Capriolo (c’è davvero qualcuno che non lo conosce?), proponendosi come anonimo (vi assicuro che ha fatto un lavorone coi fiocchi, con email del tutto irriconoscibile e iniziali farlocche nello pseudo-nome utilizzato come scrivente) per valutare quanto sarebbe stato apprezzato uno scritto di un ignoto narratore approdato su queste pagine.
Considerata la sua capacità era pressoché scontato che piacesse, ma chi sono io per non rispettare il suo legittimo dubbio? Però anche lui avrebbe voluto eventuali critiche, anche se personalmente non saprei su quali basi.
Beh, una storia… segnante, un bacio che ha tradito il nostro farabutto.
Coup de theatre direbbero quelli bravi; io mi limito a chapeau. E poi mi fermo qui, visto che lui sa la mia poca attinenza con la lingua d’oltralpe.


Concludo con un brano, una poesia accompagnata da un piccolo ukulele suonato da un omone grande e grosso, che fa sognare e volare oltre l’arcobaleno: da ora in poi cercherò (con l’aiuto di una brava Niña) una canzone, un brano da affiancare alla serie di racconti brevi (molto brevi in alcuni casiuno l’avrete già visto scorrazzare libero sulle pagine della mia socia endorsum) dedicati alle emozioni, perché la musica le sa amplificare e le fa emergere meglio di qualsiasi parola.

Over the raibow – Israel Kamakawiwo’ole

88 pensieri su “Petrarca e dintorni

  1. Ciao Ale!!!
    Ho adorato tantissimo il tuo racconto Petrarca grazie mille per il PDF scaricabile, vado a scaricarlo immediatamente e…non vedo l’ora di leggere il seguito!!! 😍😉 Io quando leggo questo tipo di storie sono già in estasi, adoro troppo il genere! 🤣🙈
    Troppo divertente la foto di Andrea e Alice! 🤣🤣🤣
    La tua poesia è meravigliosa pure, oggi il tuo post è un concentrato di bellezze che appagano totalmente i miei gusti letterari, non vedo l’ora di leggere i racconti sulle emozioni! ♥️
    Complimenti a Claudio per la storia, é davvero coinvolgente mi è piaciuta tantissimo! 👏👏👏

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      1. Ammiro molto la tua scrittura adoro come componi le storie, mi sai coinvolgere nella lettura e adoro le tue storie, mi sembra di vedere un film nella mente mentre leggo!!! 😘🥰
        Meriti pienamente tutti i complimenti!!! 👏👏👏♥️

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  2. Avevi ragione, post ricco ricchissimo oggi!
    Associare la musica a un brano, secondo me, è una bella idea. Ci ho costruito su la serie di racconti che costituiscono il mio secondo libro (promesso che è già in revisione, non vi ho rubato l’idea ora!).

    Il racconto di ieri non l’ho ancora letto, ma in effetti i Claudio non lo conosoco quindi non credo che sarò influenzata nel giudizio dal nome.
    Mentre per Petrarca, che ti piaccia o meno, io qualche critica te la potrei anche fare ma, forse, quelle sono più facili da fare in privato!

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  3. Interessante l’articolo in toto, molto bella la tua poesia, complimentì all’autore del brano di ieri, che ho trovato molto coinvolgente e complimenti per la scelta musicale che, essendo, in questa versione, uno dei miei pezzi preferiti definisco notevole.
    Buona domenica!

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    1. Grazie mille, soprattutto per la poesia: è la cosa che mi riesce più difficile da condividere, perché forse la più intima di tutte le forme di scrittura.
      La scelta musicale è stata quasi facile, in effetti: qualcosa che fa sognare! 🙂

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  4. Complimenti Alessandro ci vuoi proprio stupire con tutti questi effetti speciali? Scherzo naturalmente adoro ciò che scrivi e penso che lo hai capito. La poesia è composta da bei versi e bravo per la scelta musicale. Ottimo tutto come sempre😃👋

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  5. scaricato il pdf per leggermelo con calma da inizio a fine visto che non sono andata per ordine e perso qualche puntata. A parer mio la poesia la vedrei meglio togliendo l’ultima strofa,
    …al fulcro della storia. Ma non far caso alle mie pignolerie 🙂 Buona domenica!

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    1. La mia attitudine narrativa si palesa anche quando non dovrebbe, a quanto pare!
      Grazie del suggerimento. Essendo uno spazio sperimentale, ogni considerazione mi tornerà utile per fare un passo avanti: in effetti la poesia sarebbe più “completa”, senza voler per forza andare a scoprir l’oltre.

      Grazie mille Dany, e buona domenica a te! 🙂

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  6. Sarò sincera, Petrarca avevo iniziato a leggerlo ma non credo di avere mai commentato se non un piccolo commento all’inizio perché è scritto con un “tono” che proprio non mi piace, però questa è una cosa mia personale, quindi non ho ritenuto di dover obiettare ogni volta rimarcando la cosa e dicendo quello che mi dava fastidio, il problema è mio e il mio pensiero non è legge!
    Quindi quando trovo qualcosa che non mi va semplicemente “passo”, ritengo giusto fare così.
    Il racconto di ieri l’ho trovato molto bello, attuale direi, tocca una problematica purtroppo quotidiana e il finale è stato fantastico, quello che si meritava e che penso tutti gli auguravano.
    Quindi il mio giudizio non cambia, spero anzi che Claudio scriva di più da adesso in poi, ma penso che abbia già scritto e magari non pubblicato…..
    La poesia non è male, anche se in stile antico.
    Buona domenica 🙂

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    1. Grazie Silvia, ogni racconto o storia ha un suo pubblico. E un suo linguaggio. Sto anch’io sperimentando questa cosa e in alcuni casi sono rimasto sorpreso da quel che ne è uscito, per questo chiedo consigli: è per me stesso una novità e quindi più pareri mi consentono una visione più sfaccettata.
      Sulla poesia, ti dirò: tu ti definisci diversamente giovane, ma io sono antico dentro.

      Su Claudio, penso che si farà sentire ancora, ora che ha rotto gli indugi 😜

      Buona domenica anche a te 🙂

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  7. sarò molto sincero, anzi spietato ….. purtroppo non m’intendo di ukuleli maaaaaaaa l’hai inserito perchè in qualche modo ti smagrisce? 😮😮😮😮🤕🤕🙄🙄🙄😛😛😛😛😛😛😜😜😜🦘🐫🦘🐫🦘🐫 ah, Milan mi autorizza a segnalarti i sensi della sua commozione per il grande onore che gli hai tributato (pur nella situazione un po’ precaria in cui si trova (Limbo) e ti fa sinceri auguri per il prossimo futuro!!! 🥇🥇🥇🏆🏆🏆🏆🎺🎺🎺🎺🍾🍾🍾🍾🍾

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  8. Il racconto non l’ho letto ma, Andrea e Alice, li trovo molto fotogenici. Israel, l’omone con l’ukulele, è morto e, di lui, si sa solamente che era un falso magro. L’idea di associare delle canzoni ai tuoi scritti… te l’appoggio in pieno. Tornerò da queste parti ma, per oggi, basta chiacchiere… se no che asociale sono?
    Ciao ni’…

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