La strada

Ogni giorno vado al lavoro e percorro la stessa strada: andata e ritorno, andata e ritorno. Ci sono volte che mi vien voglia di fare un percorso diverso, così, tanto per cambiare, ma quasi mai metto in pratica questa voglia improvvisa, perché è una strada che conosco bene, ogni sua curva, dosso, incrocio.

Ogni volta che la percorro, però, le auto e i camion sono diversi, magari sono gli stessi, ma in ordine diverso, oppure ci si incontra in un punto differente dell’itinerario. Anche il paesaggio cambia di giorno in giorno, da stagione a stagione. Il sole stesso sorge e tramonta a orari diversi e se al mattino prima me lo ritrovavo basso e tenue all’orizzonte, ora mi getta i suoi raggi dritti negli occhi, abbagliandomi.

Una volta m’è persino capitato che un incidente mi obbligasse a una deviazione e, sebbene i chilometri siano pochi, ho dovuto fare un lungo giro per arrivare a destinazione.

La strada è sempre la stessa, andata e ritorno, andata e ritorno, ma non è mai uguale, perché ogni volta che la percorro, la mia attenzione si sofferma su qualcosa di differente: un giorno bado a una pianta che vedo tutti i santi i giorni, quello dopo, mi affascina quel casolare adagiato nei campi. Eppure son sempre stati lì, da quando ho iniziato a percorrere quella strada, ma perché proprio oggi ci faccio caso?
Il motivo è semplice: a volte le piante frondose coprono la visuale, a volte sono i campi di granturco, a volte la nebbia. Oppure son proprio io, che magari fantastico sulle note della radio.

La strada che percorro è la mia vita, che cambia anche quando faccio le stesse cose, che mi appare diversa negli stessi gesti, nelle stesse parole.
Non è vero che fare sempre le stesse cose è noioso: se si sanno cogliere le sfumature di luce, di suono, degli odori, la differenza al tatto e, perché no, al gusto, la miscela cambia anche radicalmente. Differente per ogni stagione, ogni mese, ogni giorno. Talvolta anche per ogni ora.

La strada porterà sempre da casa al lavoro e viceversa, ma ogni volta è diversa. Ogni giorno cambia. Ogni giorno può essere una sorpresa.

Alessandro Gianesini

Litfiba – Lacio Drom

Dedicato e ispirato dalle discussioni con Camelia Nina

In copertina: Vincent Van Gogh – Cascinali col tetto di paglia a Cordeville

94 pensieri su “La strada

  1. Si molto vero quello che dici, il saper cogliere le sfumature, le differenze significa saper osservare con occhi aperti, non solo guardare con indifferenza quasi senza “vedere” davvero e non è facile. L’inaspettato esiste, bisogna soltanto volerlo vedere!! Buona giornata

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      1. 😂😂😉 grazie caro😘 non si direbbe eh, ma a volte anche i quartieri degradati posso nascondere qualche “primizia”…non so perché ma ho perso a dove è nato Elvis Presley! O, per essere più “moderni”, Naomi Campbell e Jennifer Lopez😛😂😉

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  2. Buongiorno Ale! 🙋 Mi sono rivista molto nel tuo racconto, è verissimo, anch’io mi sentivo così quando percorrevo la strada per tornare a casa, c’era sempre qualche particolare diverso che rendeva più interessante attraversare lo stesso noioso percorso, quasi sempre c’era una scoperta nuova! 😃

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  3. Io dico sempre che ogni giorno è unico e diverso dagli altri.
    In effetti a livello “temporale” è certamente così: quali altri 28 maggio 2020 vivrò nella mia vita?
    Ma anche i contenuti sanno essere differenti, seppur così simili. Per non cadere nella noia mi sforzo a cogliere le differenze, fosse solo nella canzone da canticchiare dentro la testa mentre sono in ufficio.

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  4. Io adoro Van Gogh invece e quale e’ il libro dell’immagine sopra?
    La strada ….i particolari li vedo in base all’umore, se e’ negativo tiro dritto, se e’ positivo vedo anche i lavori in corso lungo la strada da casa lavoro, lavoro casa. E anche se …il cielo e’ sempre più blu …per farla suonata😂

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  5. e direi che l’analogia con la vita ci sta tutta…
    mio marito cambia spesso, non gli piace fare sempre la stessa strada, però, nella vita è invece molto rigido e ripetitivo… se non ci fossi io ha aggiungere un po’ di pepe e di pazzia…
    Io invece, per le strade sono super abitudinaria. Trovato il percorso migliore non lo abbandono mai!
    Però, nella vita sono un vero cambio e ricambio, dopo poco tutto mi stanca e mi stufa, ho bisogno sempre di nuove sfide, di stimoli e mi caccio anche nei guai (nulla di che, ma insomma!)

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  6. Buon giorno.
    Sono 36 anni che faccio la stessa strada, la cosa divertente è che sono 36 anni che sento dire, di solito ad ogni elezione, che faranno un’altra strada per alleggerire il traffico.
    Ora ti potrei raccontare che conosco delle perfette sconosciute solo dal loro fondo schiena mai poi si aprono le solite inutili polemiche, allora non te lo dico.

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    1. Eh, immagino che ci siano sia i pro, sia i contro nel continuo spostarsi (come in ogni cosa, d’altro canto). A volte, però, della propria condizione si tende a sottolineare sempre e solo quella negativa. A volte, però, è solo questione di prospettiva.

      Il brano lo conosco da quand’ero ancora giovane e ci sono molto affezionato! 🙂

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  7. Ale il tuo racconto un po’ mi racconta vado sempre tra la strada percorrendo per moti giorni la stessa ma riscontrando e scorgendo paesaggi diversi visto che molte volte vado per le periferie della mia città innondate da fiori e prati e orti lavorati. Complimenti 👏poi chiudere con i Litfiba è il massimo con la sua chitarra elettrica tutto bellissimo 🤗👋

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    1. Grazie mille Luisa. A volte serve solo un po’ di attenzione per ridestare i sensi e scoprire cose che l’abitudine fa sopire. Da quando ci ho riflettutto seriamente, mi accorgo di essere molto più vigile. Non so quanto durerà, però è comunque un piacere in più, facendo “la stessa cosa” tutti i giorni 🙂

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  8. Lo penso anch’io, ogni volta che guardiamo una cosa, o passiamo in una strada, ecc, tutto è sempre diverso, è sempre un’altra esperienza. Vale davvero per tutto, e forse è paradossalmente anche per questo che non sono molto attratta dal viaggiare: perché se anche scendo solo sotto casa, ogni volta è altro!

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  9. “Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta.”
    (T. S. Eliot, Quattro Quartetti)
    Proprio oggi, mi ritrovavo a percorrere strade di una me bambina, strade che avevo dimenticato e credevo invece di conoscere: ma con questi occhi, con questi occhi. E mi accorgo che, forse, non le avevo guardate mai 🙂

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      1. Oggi più che mai, caro Alessandro, sapessi come mi toccano queste parole. E forse, in qualche misura, sai: ché quando si dialoga restando nudi (cit. A.G.) come si fa “da queste parti” ci si intuisce anche nei silenzi e nella distanza 🙂

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      2. Siamo arrivati alle citazioni? Wow! 😮
        Comunque è bello avere un contatto fisico e fare la strada mano nella mano o, guardandosi negli occhi di tanto in tanto. E’ la complessità che rende più completo il tutto. Qui si dialoga e, magari, si impara, ma la vita va vissuta nel reale, dove le dimensioni son 4 e non solo 3 (le due dello schermo + il tempo).
        E poi, si può finir nudi lo stesso, anche da vicini. E spesso è un gran bel modo di stare insieme.

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