Il sabato del villaggio – 5 di 6

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Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia

L’orologio del cruscotto segna mezzanotte meno cinque: arrivati sotto casa mia, accosta e spegne l’auto «Allora buonanotte, cuginetto.» bacio Gabriele sulla guancia e scendo dalla macchina.
«Non farmi preoccupare, mi raccomando: ho già abbastanza problemi per conto mio!» il tono è scherzoso e il sorriso accompagna le sue parole «Buonanotte Sissi.»
Lui mi tiene d’occhio finché non sono entrata e poi riavvia il motore.
Mi tolgo le scarpe e salgo le scale in punta di piedi: arrivata in camera mia, appoggio la borsetta e il coprispalle sulla sedia e accendo la luce; inizio ad abbassare la zip dell’abito, ma mi accorgo che le ante sono ancora aperte.
Sto per aprire la finestra, ma vedo che l’auto di mio cugino è ancora lì davanti, con i fari accesi. E c’è un’altra macchina di fronte alla sua «Luca?» il cuore inizia a battere all’impazzata: che faccio? Scendo?
Spengo la luce della camera e sbircio da dietro la tenda: alla luce delle auto e del lampione li vedo che stanno parlando e stanno a meno di un metro l’uno dall’altro: Luca ha la faccia seria, forse persino triste. Che stia parlando con mio cugino per sapere se può esserci un riavvicinamento?
Giro la maniglia della finestra e tendo l’orecchio, ma si sente solo il rumore dell’auto in sottofondo.
Perché non l’ho voluto ascoltare oggi? Ho immaginato per settimane il momento in cui Luca sarebbe tornato da me per chiedermi scusa e quando lo stava facendo io sono fuggita. Sono una cretina, altroché.
Gabriele ha le braccia conserte e sembra si stia limitando ad ascoltare, ma a un certo punto lo vedo scuotere il capo e girarsi verso la mia finestra: mi appiattisco contro il muro e trattengo il respiro. Non oso guardare fuori: non voglio rovinare tutto. Se Luca tornerà a scusarsi…

Sembra sia passato un secolo quando torno a sbirciare: Gabriele torna alla sua auto con la faccia seria, mentre Luca sembra strascicare i passi, a testa bassa e anche lui si siede in macchina. Ripartono, in direzioni opposte.
Il cuore mi batte ancora all’impazzata, ma ormai è tutto finito: spalanco la finestra, prendo un lungo respiro e chiudo le imposte, poi mi sfilo il vestito e lo appoggio sullo schienale della sedia.
Uno sguardo al telefono e mi infilo sotto le coperte.
Mi giro, mi rigiro e cambio posizione. Non riesco a non pensare a cosa può essere successo.
La stanchezza sta prendendo il sopravvento, ma una vibrazione mi fa tornare completamente desta: è Gabri “Ciao Sissi, lascia perdere Luca: non è quello giusto per te. Fidati”.
Gli occhi mi si riempiono ancora di lacrime «Cosa vuol dire?» sussurro tra i denti. Cosa rispondo? No, non gli rispondo. O forse devo chiamarlo? Opto per un “?” e lui replica con un “Domani ti spiego. Notte!” e un’emoticon con un bacio.
Cos’è che non va in me? Chiudo gli occhi, ancora umidi.
Chissà se lo sognerò ancora.

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98 pensieri su “Il sabato del villaggio – 5 di 6

  1. Non sono errori veri e propri, ma semplicemente cose che non mi quadrano:
    – “si sente solo il rumore dell’auto in sottofondo” non è congruo: se si sente solo quel rumore, non è in sottofondo; puoi mettere “sommesso” o qualcosa del genere.
    – Una signora che rientra in casa, si spoglia e va a letto senza passare dalla stanza da bagno non esiste; un uomo può darsi, una donna no 😉

    Buona giornata pedante 😀

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    1. Buongiorno Claudio.
      Per il punto uno puoi aver letteralmente ragione, ma ormai nell’immaginario collettivo il sottofondo è anche se non c’è altro. Chiamiamolo licenza poetica, così mi salvo in corner! 😉
      Per il discorso bagno, lo so benissimo, ma tu hai tralasciato tre cose:
      1) era già andata al bagno del pub prima di uscire (ma non essendo una cosa interessante, non l’ho riferita)
      2) si era già abbondantemente struccata nella camicia di Gabriele
      3) lo stato d’animo particolarmente turbato ha compromesso una routine consolidata, il che è tutto dire.
      Se sul primo punto concordo che potevo far di meglio, sul secondo è stata una deviazione voluta proprio per enfatizzare il turbamento.

      Però mi fa piacere che tu l’abbia notato, perché a volte anche quello che non c’è ha un senso… come le pause negli spartiti! 🙂

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      1. Alla diffusione dell’uso improprio credo che abbiano dato un impulso notevole gli estensori dei “sottotitoli” per programmi televisivi. Ho notato che indicano con “musica in sottofondo” e “musica in diffusione” rispettivamente il commento musicale “fuori scena” e quello “in scena” (la sorgente sonora di quest’ultimo è fisicamente presente sul set). Sicché un tenore che canta a squarciagola “Domani vincerò” e fa vibrare i soprammobili ma non è inquadrato dalla cinepresa per loro è “in sottofondo”. Così affossano logica e lingua italiana 🙄

        Per quanto stanca, abbattuta, svuotata (anche negli organi interni), non c’è donna che si infili in un letto senza prima essersi rimirata nello specchio sopra il lavabo, credimi. Soprattutto se in precedenza ha subito un imprevisto struccamento sulla camicia di un amico 😁
        Ma capisco che questo particolare nuoccia alla… ergonomia del racconto. Poe raccomandava di escludere sempre qualsiasi particolare che non concorra al dipanarsi della narrazione, quindi ok 🙂

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      2. Sì, la potevo risolvere con una paragrafazione differente e sottintendendo la cosa.
        Però ho creduto che nessuno se ne accorgesse, ma mi dimentico di te, che mi fornisci ogni volta un’enorme bacino di suggerimenti per quel che scriverò in futuro! 😉

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      3. Mi fa piacere che tu tenga conto dei miei “suggerimenti” – anche se ovviamente sei assolutamente libero di non seguirli 😉
        Non impiegherei il mio tempo a scriverli se non pensassi che ne valga la pena, e del resto il fatto stesso che io legga con attenzione i tuoi racconti testimonia la stima che ho per te.
        Buon proseguimento di giornata 🙂

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      4. Certamente: ogni suggerimento, ogni critica costruttiva cerco di farla entrare nel bagaglio della mia conoscenza. Ovvio, non riuscirò sempre e a volte non lo farò proprio di proposito, ma è un po’ come la grammatica: se la conosci, puoi infrangerla, altrimenti è solo un errore.

        Comunque devi anche sapere che non sono affatto una persona ambiziosa, ma sono certo che con i tuoi consigli, prima o poi un Nobel per la letteratura me lo porto a casa. 😜

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  2. Io un’idea ce l’ho…vediamo che accadrà domani😜 bel “riassunto”della convinzione (spesso femminile, ma non solo)che se qualcuno ci rifiuta o non ci vuole, noi abbiamo qualcosa di “intrinsecamente sbagliato”. Ma a volte un bel film mentale è più facilmente accettabile della cruda realtà di fatto😬
    In attesa del finale(non vedo l’ora!!)buona giornata, vostra Adultitade😍😘

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  3. Uhm, uhm. Questo passaggio direi ottimo. Ha tenuto la tensione alta fino alla fine. Comunque forse ho capito. Il tutto si ricollega alla scena iniziale e alla seconda e ad hai comportamenti dei personaggi.
    Ma son solo supposizioni. Uhm, uhm.🕵️🕵️🕵️

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      1. 😃😃😃sono riuscito ad esprimermi malissimo. Se ciò beccato, pubblica il commento domani. Allora Luca è l’unico che non ha insultato Gabriele, inoltre dice che è stato obbligato a pubblicare il video
        Quindi ho dedotto che Luca è gay dalla frase finale di Gabriele

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