Il sabato del villaggio – 6 di 6

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Altro dirti non vo’; ma la tua festa
ch’anco tardi a venir non ti sia grave.

Mi fermo davanti alla sua macchina e scendo. Lui stava per ripartire, ma apre la portiera e mi raggiunge.
«Ciao.» riesco a dirgli, prima che lui apra bocca «Ho bisogno di parlare con te…» il rumore del motore al minimo è un ronzio costante, ma l’odore di gas di scarico mi fa prudere il naso.
«Parla in fretta allora: non so per quanto avrò ancora voglia di ascoltarti. Non a lungo, di sicuro.» incrocia le braccia al petto e si appoggia al muso della sua auto, tra i due fari accesi «Dunque?»
Mi metto di fronte a lui e mi schiarisco la voce «Tua cugina… Silvia…» son proprio bravo coi discorsi: non riesco nemmeno a iniziarli, che subito mi fermo «Ti avrà raccontato quel che è successo.» mi fa cenno di sì e mi fissa, con la fronte aggrottata «È solo colpa mia. Ecco…»
«E di chi dovrebbe mai essere?» socchiude le palpebre e fa un cenno verso la casa «Se è per questo che mi vuoi parlare, hai sbagliato persona…»
«No, non è solo questo.» la luce della camera di Silvia è accesa e si vede la sua ombra dietro le tende, ma appena mi giro questa si spegne «Si starà chiedendo cos’abbiamo da dirci.» cerco di ridacchiare, ma Gabriele non mi dà corda e resta serio, a braccia conserte «Devo scusarmi anche con te, per stasera: quei due…»
Scuote il capo, poi lancia un’occhiata verso la finestra «Hai finito di tirarla per le lunghe e mi dici quel che hai da dire una volta per tutte?» con un colpo di reni si scosta dall’auto e mi si avvicina: sento il profumo dolciastro che si è messo mischiato con quello di fumo che esala a ogni respiro «Dillo. E smettila di scusarti anche per quello che non hai fatto.»
«Ecco, io…» mi sudano le mani e sfrego i palmi contro i jeans «Non so più cosa pensare, ecco cos’è.» non riesco a guardarlo negli occhi, ma vedo che piega la testa e inarca un sopracciglio «Tu…» mi schiarisco la voce «Tu come l’hai capito?»
«Capito cosa?» solleva l’angolo della bocca, ma le braccia son sempre conserte e mi sfiorano il petto «Su, avanti, dillo.»
«… che sei gay, cazzo!» sto digrignando i denti e ho le mani serrate a pugno.
«Vedi?» mi prende il mento e mi soleva la testa, così da incrociare i suoi occhi a pochi centimetri dai miei: mi sta sorridendo «Adesso, forse, l’hai capito anche tu.» una scrollata di spalle «Non è grave sai? Non si muore per ‘sta cosa.» sogghigna «Basta solo che i tuoi amici non lo vengano a sapere, altrimenti…» sbuffa e l’odore di sigaretta esce dalle sue labbra «Sì, in quel caso forse rischi di prendere un man di botte.»
«Quello che ho fatto a Silvia…» deglutisco «Qualcuno stava iniziando a fare delle allusioni e io…»
«Io, io io…» lo dice guardando verso l’alto, con un’espressione irridente «Magari ti serve solo un aiuto per capire meglio quel che sei.» mi fissa, si sporge verso di me e appoggia le sue labbra alle mie. Chiudo gli occhi: quell’instante sembra durare un’eternità «Oh, guarda, sei ancora vivo: miracolo!»
«L’hai sempre saputo, vero?» riapro gli occhi e mi sfioro la bocca; Gabriele si avvia verso la sua macchina «Rispondimi, cazzo!» alzo la voce, ma la forza delle parole si smorza in gola.
«Come avrei potuto? Non sai nemmeno tu quel che vuoi dalla vita!» si passa il dorso delle mani sulle labbra.
Mi volto verso la finestra della camera di Silvia: è ancora tutto buio.
Ho fatto un bel casino.
Gabriele rientra in auto e io torno a sedermi sulla mia, con lo sguardo basso e la testa che mi scoppia. Lui fa qualche metro di retro e riparte e io mi muovo in direzione opposta.
E adesso?

Alessandro Gianesini

115 pensieri su “Il sabato del villaggio – 6 di 6

  1. Ecco sono soddisfatta😉
    Era ciò che pensavo, fin dall’inizio, fin dal primo sguardo prima di entrare nel locale.
    Luca a divulgato quel video per dimostrare a tutti che non è gay, ma lo è o comunque ama Gabriele 🤗
    Mi piace, mi piace tantissimo e caro Alessandro, lo saprai di certo quando leggerai il mio libro “L’Amore forse Esiste”, perché Simon… è un po’ come il tuo Luca, ma senza il casino della cugina 😉
    Non vedo l’ora di sapere cosa ne pensi…
    “Ci si innamora dell”anima” questo gli dice Sonia per giustificare la “confusione” di Simon 😅 sto facendo spoiler, scusa 😜
    Ma il tuo racconto mi ha super coinvolto.
    Bella anche l’idea di finire con i pensieri di Luca 😍👍

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      1. certo certo come no… quindi lo segue solo per sapere come si fa a scoprirsi omosessuale? E quel bacio? E le emozioni di Luca?
        Vabbè, lo scrittore sei tu e quindi sai tu (forse), come andrà la storia… sempre se avrà un seguito!
        per lo spiler… scusa mi sono fatta prendere, ma no, devi leggerlo perché ci sono tre storie che si intrecciano e Simon e Massimo sono solo una delle tre…
        Il secondo poi, contiene un’altra storia ancora, anche se ritroviamo marginalmente alcuni personaggi… ma non Simon, anche se devo ammettere che chi legge il due poi mi chiede di lui 😉
        Chissà forse lui e Massimo diventeranno amici di Luca e Gabriele 😛 ❤
        Ti aspetto nel mondo della fantasia…

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      2. Oddio, far incontrare personaggi di storie diverse di diversi autori sarà il prossimo step della rivoluzione letteraria: non saprei da dove cominciare, tante sono le possibilità! 😀

        Comunque non farti prendere la mano troppe volte, altrimenti non ti comprano più i libri! 🤣🤣🤣

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      3. 😂😂😂 hai ragione, ma io vivo di emozioni… l’acquisto, è relativo 😜
        Ps: per l’incontro famoso… forse un giorno… perché no? Potremmo inventare qualcosa di assolutamente nuovo 😉 chi lo sa…
        mai dire mai…

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  2. Che bella storia. Peccato per il finale in sospeso perché vorrei davvero scoprire come si complicano le cose. Di sicuro mi aspetterò una seconda settimana insieme ai nostri tre amici. Un caro saluto, a presto!

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    1. Ciao Laura!
      Sì, ho pensato bene prima di chiudere così, però a volte è bello lasciar spazio anche alla fantasia, oltre che alla scrittura.

      Comunque è possibile che tra qualche tempo si possa tornare a sentir parlare dell’allegro trio! 🙂

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  3. Ciao Ale!!! 😃 Quanto è affascinante questa storia! 😍 La adoro!!!
    Mi ero immaginata subito di Luca e Gabriele dal primo episodio e ho fatto il tifo per loro! Quanto ho aspettato questo momento!! 😍👏👏👏
    Mi dispiace che sia finita la storia, mi sarebbe piaciuto tantissimo leggere un ipotetico seguito, mi mancheranno tantissimo i tuoi personaggi meravigliosi!!! 😘🤗
    Mi sono emozionata alle lacrime oggi, complimenti vivissimi!!!!! 👏👏👏👏

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  4. Io avevo immaginato una scena molto più “fisica”tra Luca e Gabriele 😀 – era chiaro che il dialogo non avrebbe avuto Silvia come principale argomento(poverina…).
    Certo bastava un gesto meno diffamatorio verso la ragazza, per far credere che lui(Luca)non fosse gay…ma oggi tra i giovani va di moda “videare”😛
    …e che artista è il mio sovrano!! Mi inchino alla vostra sublime arte, maestà Adultitade😍😍❤❤

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    1. Eh, ci avevo pensato inizialmente, ma non si sposava col racconto. E nemmeno con le idee dei personaggi.
      E poi sarebbe sembrato monotematico il mio modo di raccontare.

      Mi sono appunto ispirato alle mode attuali, compresi i metodi di bullismo.

      Grazie my dear queen ❤️
      Mi fa piacere essere riuscito a intrattenersi piacevolmente 😘

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  5. Ok, avevo capito che Luca era gay, pensavo anche se si fosse preso una cotta per Gabriele….ma chissà, forse è così, quello che non credevo è che fosse stato lui a divulgare le foto, pensavo gli avessero preso il cellulare quegli idioti dei suoi amici, in vece è stato proprio lui, non ha scusanti!

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    1. Diciamo che da quel che ne so, Luca non ha le idee chiarissime.
      Ha fatto quello che ha fatto per distogliere l’attenzione (ma questo non lo giustifica, eh) e ora è ancor più confuso dopo la terapia d’urto di Gabriele.

      Magari torneranno a farci visita e ne sapremo di più! 😉

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      1. Per proseguire serve l’idea giusta: scrivere qualcosa solo per riempire un vuoto non ha senso; ci sono vuoti (o silenzi) che fan riflettere e che bisogna approcciare solo se si aggiunge qualcosa di significativamente interessante.

        Però ci penso, promesso! 🙂

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      2. Sì, l’idea di base serve. A volte non serve nemmeno che sia completa (come per Petrarca o per questa… o per altri in lavorazione), ma solo un incipit e una stradina nebbiosa su cui incamminarsi.
        Poi si può sempre tornare indietro e svoltare per la capezzagna che non avevamo visto, se quella che abbiamo imboccato si rivela un vicolo cieco.

        Ecco, ‘sta visione metaforica della scrittura come la intendo io è una cosa estemporanea, ma che forse rende meglio di tante altre spiegazioni pompose. 🙂

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    1. Grazie cara!
      Ti ho “vista” a testa bassa sfogliare le pagine dei vari brani e arrivare dritta filata al capolinea: ho trepidato in attesa di sapere cosa ne pensavi… e mi fa molto piacere che ti sia espressa in quei termini! ❤

      Sulla colonna sonora sono un po’ incerto sulla scelta ideale, ma domani, quando tornerò a parlarne in modo informale, una l’ho scelta.

      Grazie di avermi letto tutto d’un fiato.

      Ah, se vedi in giro una certa ammiratrice segreta, salutamela! 😉

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  6. E’ difficile accettare se stessi, quando ti accorgi che chi ti circonda ti rifiuta perché non rispetti i canoni della società.
    Forse il “paese piccolo” peggiora le cose, nelle metropoli la mentalità è più aperta.
    Ma la crisi interiore ti divora, e non è facile capire cosa fare.

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  7. Ma! Ma no! Stavo andando da un’altra parte io! 😀
    Anche la chiusa è strategica! 😀
    Mi è piaciuto molto molto!!! Come ti hanno già detto gli elementi sono in equilibrio e il risultato è ottimONE! :-*
    Vai Gianeeeeeeee! 😉
    (ma da dove hai preso l’ispirazione?????)

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    1. Te dove volevi andare? Sta qua e mettiti comoda, che tanto dove ne hai voglia ci vai quando e come ti pare! 😛

      Chiusa strategica è nel manuale del giovane Endorsum: ho studiato, sai? 😁

      Dove ho preso l’ispirazione? Mah, mi è venuto così… una specie di pour parler, credo 😜

      Grazie S.ocia 😉

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  8. Come promesso, ho recuperato la lettura.
    Mi è piaciuto molto, più del Petrarca.
    Mi piace come hai toccato l’argomento, ha un che di delicato anche se l’argomento in realtà è molto profondo.
    Sono storiacce quelle che si svolgono nei paesini, sembra che la gente che li abita non abbia nessuna voglia di evolvere.

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    1. Grazie Nene! 🙂
      L’impronta che ho voluto dare è stata quella dello spaccato di vita, senza cercare di strafare con paroloni o situazioni estreme.
      I paesini sono così, con i loro pro e i loro contro: in città sarebbe passata sotto l’indifferenza una storia del genere, probabilmente.

      Però sono sicuro che ti farà piacere sapere che Petrarca avrà un seguito (vedi articolo di ieri!) 🤣🤣🤣

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      1. Sì ho letto del seguito di Petrarca… Non vedevo l’ora, più o meno… XD

        Davvero, rispetto a Petrarca qui affronti un tema molto complesso ma lasci un senso di “leggerezza” addosso, come se le cose per quanto brutte possano trovare una loro naturale risoluzione.

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      2. Sono due storie completamente differenti, non si possono nemmeno confrontare, se non per il fatto che l’autore è lo stesso e lo stile narrativo si somiglia. 🙂

        Comunque il prossimo “episodio” sarà meno fisico e più psicologico. 😉

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  9. Come al solito riesco a leggere bene e a rispondere in ritardo. Wow, questo racconto mi è piaciuto tantissimo, in poche pagine hai descritto una situazione in modo magnifico. Hai delineato bene i personaggi, potevo quasi vederli parlare di fronte a me. Questa cosa dei racconti ispirate ai poemi classici è decisamente riuscita, ti faccio davvero i miei complimenti. Hai trattato due tematiche importanti, il coming out e il revenge porn, in modo delicato e sensibile. Poi io, sinceramente, non lo avevo capito il finale quindi sono rimasta sorpresa. Ancora tanti complimenti 🙂

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    1. Grazie davvero: mi fa piacere essere riuscito a stare in un limite di leggerezza e delicatezza, anche perché non sono temi facili da sviluppare senza rischiare eccessi.

      Sì, come ti ho già scritto sperimentando ci si appassione e questo è un filone che voglio portare avanti ancora un bel po’… finché troverò storie da incastrare in poesie, ma credo ci sia solo l’imbarazzo della scelta. 🙂

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