Emozioni – La gelosia

Un breve trillo e una vibrazione si sovrappongono al brusio di sottofondo della pizzeria. Guardo di sottecchi Flavia, che deglutisce e avvampa «Scusami, ora lo spengo.»
Faccio segno di no mentre mando giù il boccone «Ma no, figurati.» sorseggio un goccio di birra e la fisso «Chi era?» socchiudo le palpebre posando il boccale.
«Giusy, chiedeva se stasera usciamo.» si stringe nelle spalle infila in fretta il telefono nella borsetta attaccata allo schienale «Mi stavi dicendo del progetto che state facendo.»
«Oh, beh, niente di che.» abbozzo un sorriso, ma non smetto di fissare la borsetta nera e mi par di sentire un’altra notifica «Non avevi detto che avevi spento?» serro la mascella, ma mi costringo a prendere un lungo respiro e increspare le labbra «Comunque per ora» seguo il suo sguardo che si sposta sulla borsa alla sua sinistra «sta procedendo tutto per il meglio e, se andrà avanti così, forse i capi ci daranno pure un bonus.» la mia voce è piatta e non riesco a non guardare verso quell’affare che penzola.
Il cameriere passa e ci porta via il piatto «Prendete qualcos’altro, signori?» mi guarda appena e poi sorride a Flavia, tenendo gli occhi su di lei e la sua scollatura. Sembra che lo faccia apposta. Lui posso anche capirlo, ma lei? Perché ricambia il sorriso?
«Marco?» mi sta guardando con aria perplessa «Facciamo un fritto misto in due?»
Annuisco «Sì, sì: va bene.» ma la mia faccia dev’essere tutt’altro che entusiasta, tant’è che il cameriere sbircia corrucciato verso di me mentre segna sul taccuino e se ne va.
«C’è qualcosa che non va?» Flavia mi sta parlando, ma io sto ancora guardando la borsetta e sento che continua a vibrare.
«Lo puoi spegnere?» sputo le parole con rabbia e vedo che lei sgrana gli occhi e annuisce «No, è che volevo che fosse una serata solo per noi e invece…» non è un messaggio, ma una vera e propria chiamata: mi fa segno alzando l’indice e si alza allontanandosi.
Io la guardo e dà tutta l’impressione di essere felice per la telefonata, anche se finge preoccupazione. Esce dalla porta a vetri e la vedo parlare e gesticolare, ma è di spalle e non capisco. Nel frattempo, il cameriere mi lascia il vassoietto con scampi, gamberi e calamari, insieme a due piatti puliti; si gira anche lui verso Flavia e, dopo un momento di esitazione, si allontana. Ma cosa vogliono tutti da lei?
«Scusami, ma era mia madre.» e cosa voleva? Corrugo la fronte e la fisso, senza toccare il fritto «Finito di cenare è meglio che rientri: non si sente molto bene e…» abbassa lo sguardo «Mi spiace rovinare la nostra serata, ma sai com’è fatta: basta un niente e va in paranoia.» serro la mascella «Sei arrabbiato?» mi sbircia prendendo con le dita un calamaro per poi portarselo alla bocca.
Certo che sono arrabbiato «No, figurati, è solo che…» che mi sta sul cazzo che mi si prenda per il culo, ecco «Se vuoi ti riaccompagno subito, non c’è problema.» e così puoi andare dal tuo amichetto che non resiste, ah? Perché sei così puttana? «Io non so se riesco a continuare così, sai?»
Lei smette di masticare e sbatte ripetutamente le palpebre «Marco, io…»
«Non dire niente, non voglio parlarne ora.» mi alzo e vado alla cassa e il cameriere si avvicina al tavolo e inizia a parlare con Flavia e lei gli risponde con un sorrisetto, prendendosi un altro calamaro fritto.
Pago e torno al tavolo «Su, andiamo…» il cameriere torna con una doggy-bag in alluminio e lo consegna a lei: certo, io pago e lei si porta a casa pure il fritto, ‘sta zoccola «Andiamo?» ripeto mentre lei sta ancora ringraziando il bellimbusto che la squadra da capo a piedi come se fosse all’asta del bestiame.
Lei mi raggiunge e mi prende sottobraccio «Mi dici cos’hai?» ma io mi ritraggo «Guarda che puoi fermarti anche tu a casa nostra, se ti va.»
Io la guardo e scuoto la testa «Sì, certo. E poi…» mi blocco quando un cliente le apre la porta e le sorride con un mezzo inchino al quale lei risponde con un grazie tra due guance che si arrossano «No, lascia stare: ormai è andata così.» nel chiudere la porta vedo che quell’altro guarda il culo di Flavia.
Saliamo in macchina e ci fermiamo al semaforo «Cosa t’è preso stasera?» sembra quasi sincera la sua voce accorata, ma io guardo fisso davanti a me: perché si è messa così in ghingheri? Non l’aveva mai fatto e poi, tutto d’un colpo… «Ho fatto qualcosa di sbagliato?» mi domanda carezzandomi la spalla.
Sì, sei una bugiarda, ecco cosa «No, niente.» le parole mi escono come un mormorio sommesso «Però non so se voglio ancora star con te.» almeno non farò la figura del cornuto. Perché l’hai fatto? Perché mi hai tradito?
Lei singhiozza, con la testa ciondoloni «Perché?» ripete tra un singulto e l’altro.
Perché fai la smorfiosa, ecco perché! «Penso che tu lo sappia già.»
Arrivati a casa sua lei sta per dire altro, ma io la anticipo con un “Buonanotte” e appena scende, me ne vado. Tutte uguali. Appena le fai sentire importanti, iniziano già a cercarsene un altro.

John Lennon and The Plastic Ono Band (with the Flux Fiddlers) – Jealous Guy

Consulenza artistica e musicale: Camelia Nina

In copertina: Edmund Leighton – Tristan and Isolde

89 pensieri su “Emozioni – La gelosia

      1. Mi prendo la responsabilità della scelta dell’immagine, ma volevo specificare che, così come la musica, non sono collegate al testo in senso stretto, ma all’emozione raccontata in generale.

        Comunque, se hai in mente qualcos’altro di più significativo, non farti problemi a suggerire! 🙂

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  1. Confermo il precedente apprezzamento, ovviamente! Il testo della canzone è un po’in contrasto, dato che il tizio è tutt’altro che dispiaciuto per i singhiozzi di Flavia ed il resto. La gelosia di Lennon tende comunque al romantico😜 Non facile trovare una canzone che esprima anche lo stesso concetto del racconto, ma grazie per l’omaggio a John❤😍

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      1. Grazie a te❤ si in effetti Bocca di Rosa era meno affine (la gelosa è delle comari, non del compagno😉)quindi un sentimento uguale ma in realtà differente. Anche se leggendo i pensieri del compagno di Flavia…volendo ci stava😁
        Ps vabbè, se si tratta di Faber io sono spudoratamente di parte!😜
        ❤😘

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  2. Noto che Lennon non è stato considerato pertinente al sentimento di possesso.

    Probabilmente, del brano allegato ha un po’ giocato a svantaggio la popolarità esagerata, spesso associata al film “senti chi parla 2”.

    I toni vi sembrano romantici ma se leggete fra le righe non lo sono affatto. Non fatevi ingannare dalla melodia.

    Lennon era un merdoso maschilista, ve lo posso assicurare.

    Ma io lo amo uguale.

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      1. Sì.
        In realtà, questo pezzo (per amore di cronaca storico-musicale) è stato composto da Lennon durante il periodo del Maharishi, scritto dunque in India e si intitolava “Child of Nature” (contenuto nel bootleg del white album) e faceva contenutisticamente da eco a “Mother Nature’s son” di Paul.

        Parlava di tutt’altro.

        Dicevo, Lennon era un imcallito misogino e maschilista, fino a quando non ha incontrato Yoko la quale l’ha radicalmente “riprogrammato”.

        Da quel momento in avanti, ha cercato in tutti i modi di redimersi, di ripulirsi (invano, direi) arrivando anche ad appoggiare ideologicamente i nascenti femminismi americani.

        La cosa bella di”Jealous guy”, a mio modesto avviso, è che si tratta di un racconto intimista di come si genera il sentimento di possesso e come si produca anche una sorta di consapevolezza interiore dell’errore di tale atteggiamento. Un tributo spudorato a Yoko (che comunque picchiava programmaticamente).

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      2. (il discorso si fa lungo e complicato 😛
        diciamo che in genere nessuno è un santo o una santa 😉 io, men che meno…

        (bisogna anche capire se la vergogna è ben riposta o esagerata, a volte. In ogni caso nessuno è un santo o una santa. Io men che meno 😛 )

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      3. ahahahah è tutto il giorno che non ne faccio una giusta d’oh!! di qua che è sera , se resto viva è un miracolo.
        In realtà, ainiziato a rispondere, poi mi han chiamata di là e… va beh, lasciam perdere.

        A tua disposizione per il discorso lungo. ^_^

        (hai già fatto un racconto sulla “vergogna?” non ricordo… oggi con la testa ci sto meno del solito)

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      1. no non è per me…… per come la vedo io una persona molto gelosa o che come dici tu che la coltiva come emozione è molto insicura. un conto è tenere a una persona un conto è esserne geloso……la gelosia fa fare cose che non vanno bene e se sia arriva a fare quelle cose è perché siamo oltre alla gelosia……

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    1. Esatto. E’ stata dura immedesimarmi e descrivere questa scena, traendo conclusioni dove non ce ne sono e idee dove c’è il nulla. E ancor più dura è stato far passare il tutto come cosa “normale”, dove di normale non c’è nulla 🙂

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