L’incomodo

Loro si amavano. Da sempre, da quando ne avevano memoria.
Condividevano gli interessi, gli studi, i passatempi. Persino i ricordi. Erano un’entità inscindibile: facevano tutto insieme, magari dividendosi i compiti, ma sempre in simbiosi, con legami talmente profondi che era necessario meno di uno sguardo per capirsi.
Era tutto uno scambiarsi messaggi, un impulso che non riuscivano a trattenere e che li faceva stare bene insieme.
Convivevano: ci stavano a fatica, ma non si stava malaccio, tranne quando c’erano forti rumori: a quel punto sembrava rimbombasse tutto e che la testa scoppiasse.
Una cosa li divideva: erano schierati su fronti opposti, destra e sinistra, ma alla fine ci ragionavano su e capivano che anche quello si poteva superare stando insieme.
I due, insomma, andavano d’amore e d’accordo: a volte discutevano, come ogni coppia che si rispetti, ma alla fine la ragione aveva il sopravvento e tornavano a collaborare per costruire un futuro migliore. Insieme.
Ma, c’è sempre un ma: altrimenti sarebbe un idillio perfetto e che storia sarebbe?
Come dice chiaramente il titolo il terzo incomodo era sempre in agguato: era il loro vicino, un tipo tarchiato e nemmeno di bell’aspetto, tutto istintività, che sapeva dare emozioni forti, ma se c’era da discutere civilmente era un cavernicolo di quelli più beceri.
Loro si amavano, è vero, ma lui era una continua spina nella loro vita, perché si intrometteva nei loro discorsi, nei loro progetti, nei ragionamenti. Era in pratica un coinquilino, ma di quelli che non stanno mai zitti e che continuano ad alzare la voce se c’è qualche novità, qualche cosa che non quadra.
Loro erano una coppia molto unita, ma lui non si dava per vinto e voleva aver la meglio. Non che questo lo facesse star meglio, sia chiaro, e nemmeno che ci mettesse cattiveria: era fatto così, una voce insistente che ti spingeva a fare questo o quest’altro. E tu lo ascoltavi pure, se non ci pensavi, perché era suadente e insistente al punto giusto e quelli che recapitava erano messaggi forti e che non lasciavano indifferenti.
Più passava il tempo, più loro capivano che dovevano mettere un freno alle sue incursioni: non che fossero inutili, ma a volte esagerava, si faceva prendere dal panico per un nonnulla o andava in escandescenze. Eppure, sapevano che dovevano ascoltarlo, perché tante volte c’azzeccava; poi, quando si faceva prendere la mano, loro cercavano di zittirlo, chiudendo i rapporti finché si calmava e tornava a farsi i fatti suoi.
Era una bella storia d’amore, era una di quelle destinate ad avere un lieto fine, di quelle che dici: “vivranno per sempre felici e contenti”, ma poi un giorno ci si mise un altro a rischiar di sfasciare tutto.
Era il cuore, che a volte faceva comunella col cervelletto, il loro vicino, e voleva separare l’unione salda dei due emisferi.

Alessandro Gianesini

Charles Aznavour – E io, tra di voi

Consulenza artistica e musicale: Camelia Nina

In copertina: Maurits Cornelis Escher – Vincolo d’unione


Dedicato a e ispirato da tanti amici blogger che mi tengono compagnia da qualche settimana/mese a questa parte

99 pensieri su “L’incomodo

  1. Buongiorno Ale!!! Che splendore il tuo racconto, l’ho letto ascoltando la musica e mi sono commossa alle lacrime, una storia d’amore meravigliosa, che supera ogni difficoltà, un perfetto equilibrio fra mente e cuore, un legame che niente può separare!😍 Adoro Aznavour, perfetta per accompagnare una storia di grande bellezza come questa!♥️
    Grazie mille di cuore per averci dedicato questa bellezza! 😘😘😘♥️

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      1. Adoro questo genere di canzoni! 😍 L’esperimento è riuscito alla perfezione, sei uno scrittore eccezionale, ogni volta è un’emozione leggere una tua creazione, arriva al cuore davvero come una carezza, questo di oggi in particolare, è stato una botta di emozioni incredibile, con questo accompagnamento musicale cavoli, tocca forte anima e cuore!!! ♥️♥️♥️

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  2. Ho letto da qualche parte che secondo uno studio, una persona innamorata assume atteggiamenti simili a quelli di chi è affetto da disturbi mentali. Adesso ho trovato anche l’autore:il vicino! In fondo Sartre – ne “La Nausea” -ci aveva visto bene, tutto sommato: è un’impresa che richiede energia, generosità, coraggio, accecamento. Un salto che non saltiamo…se ascoltiamo il vicino.
    Querelle descritta con delicata armonia, dolcissima❤❤❤

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    1. Ehi, non ti sembra di esagerare tirano in ballo certi nomi così altisonanti?
      Comunque è davvero bello avere certi disturbi mentali, in fondo: ti fanno vivevere un’altra vita insieme a quella “ordinaria” 🙂

      Grazie Q. Come al solito un’adorabile consorte! ❤😘

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      1. Eh i “classici moderni di base”😝…anche se, parlando di classici(e di francesi), preferisco Camus😉.
        Questo tipo di disturbi mentali sono l’arcobaleno dopo la pioggia…mica male, no?🌈
        Grazie a te, my K!😘😘

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      2. In realtà i francesi in generale li sopporto male…tendenzialmente pesanti per me, preferisco la letteratura anglofona, così come per la musica e il cinema. Ma ovviamente…c’è sempre l’eccezione😉
        E ovviamente la pazienza non manca, se è per il mio K !❤❤

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      3. Molto acuta nel ricordare Sartre, brava!, e Camus. A questo punto completerei il quadro “francese” citando Pascal, perché parte tutto da lui e dal suo celebre aforisma sulle ragioni del cuore.
        Insomma, il nostro Ale è molto più imbevuto di cultura francese di quanto egli stesso immagini. Ecco perché gli piacciono tanto le chansons, da Janequin a Aznavour 😉

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      4. Si è insinuata da noi con Napoleone, mi vien da pensare.
        Basti pensare al senso di marcia sulle strade, che prima era “all’inglese”: ci han provato con la restaurazione del 1815, a rimettere a posto le cose, ma ormai era tardi! 🙂

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      5. Italiano per discendenza e francese per nascita, Napoleone è senza dubbio un anello di congiunzione, uno dei più forti ma non il solo. Volendo, possiamo far risalire tutto a Carlo Magno (e a Alcuino di York, inglese trapiantato in Francia). Ma è certo che, lungo tutta la storia europea, gli intrecci culturali Italia-Francia sono molteplici e continuativi.

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      6. Grazie mille Claude!😉 vero, Pascal è l’origine del “tutto”, quello che si può davvero definire un “grande”.
        E Ale alla fine è più francofilo di quanto pensi😉
        Buona giornata nella bella Vallée d’Aoste(❤)

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  3. una lotta che esiste da sempre e continuerà ad esistere, e forse è il giusto contrappunto all’impulsività, al desiderio del tutto e subito, personalmente il mio vicino ha perso spesso, e forse a volte me ne sono dispiaciuta, ma non ho troppi rimpianti e questo a volte mi conforta” sei stato molo bravo a descrivere una sfera emotiva che ci accomuna tutti!

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    1. Grazie Sara! ❤
      Speravo vivamente che si facesse fatica a dar forma al contenuto finché non si fosse giunti al termine: se ci sono riuscito, allora ho fatto bene il mio dovere. E’ stimolante distrarre la mente con idee che non c’entrano con i reali contenuti! 😉

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      1. Sorprendere il lettore è una buona cosa. Denota astuzia è ingenuo. Essere imprevedibili e sviare è alla base di molti generi. Anche se, secondo me, non bisogna mai esagerare… perché un lettore che non capisce cosa sta leggendo per troppe pagine si annoia… almeno a me capita 🤗

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  4. Io qui concordo con Sara e capendo il significato in fondo è tutta un’altra storia … ed io sono per il cuore anche se purtroppo spesso devo essere razionale
    ed usare il cervello.
    Per il resto cari ragazzi vi lascio perché non mi sento alla vs altezza, troppa cultura e troppe citazioni auliche !!!
    … Scherzi a parte, come fate ad essere così ampiamente colti? …baci

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    1. Troppa cultura dici? Strano, perché mi guardo bene dal lasciarne entrare troppa, che poi s’allagarga 😉
      A parte gli scherzi, no ho mai pensato a questo posto come un sito culturale, ma mi fa piacere che qualcuno ne colga anche questa sfumatura… ma poi passa, figurati!

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