Emozioni – Il senso di colpa

«Nooooo!» mi sveglio urlando e con la fronte imperlata di sudore.
Mia madre si precipita in camera mia, accendendo la luce «Cos’è successo?» l’espressione di apprensione sul suo volto si smorza dopo una rapida occhiata tutt’intorno.
«Niente, mamma, solo un brutto sogno.» ora dal suo volto trasuda compassione «Va pure a dormire.» mi fa incazzare quando vedo le facce da cui traspare la pietà. Soprattutto se è rivolta a me «E spegni la luce.»
«Buonanotte.» sussurra dopo aver premuto l’interruttore e accostato la porta. Sento i suoi passi che si allontanano e qualcos’altro: un singhiozzare sommesso?
Sospiro e chiudo gli occhi, ma la sua immagine mi si staglia nel cervello appena abbasso le palpebre: lei è lì, davanti a me, con un’espressione sorpresa dipinta sul volto: allungo la mano per sfiorarla, ma resta sempre al di fuori della mia portata e poi…
No, non riuscirò a dormire neanche stanotte.
Accendo la luce del comodino, prendo un libro ma tutto mi ricorda lei: quel poster del suo gruppo preferito, la maglietta che mi aveva regalato. Prendo foglio e penna e inizio a scrivere di getto.

Quanto tempo è passato? Un anno intero? E tu dove sei? Perché doveva finire così?
Le emozioni turbinano nel mio petto, ma nessuna riesce a prenderne possesso e il ricordo di quel che è stato e di come avrebbe potuto essere le tiene lontane.
Non sono mai riuscito a piangere, né a urlare, solo pensare e ripensare a cosa avrei potuto cambiare nella mia vita, nella nostra vita.
Abbasso di nuovo le palpebre, ma il tuo sorriso si trasforma in un muto saluto, con una lacrima che ti scivola lungo la guancia. La tua figura è avvolta da una nuvola di polvere che gli pneumatici alzano slittando sulla terra secca e arida.
Apro la finestra: il cielo è limpido e stellato come quella sera, un anno fa, ma tu non sei qui con me.
Perché litigammo? Non lo ricordo neppure, ma so che successe e io me ne andai, lasciandoti sola nella notte. Il giorno dopo: il giorno dopo non è più stato vivere.
Ora però tornerò da te e faremo pace e il mio cuore tornerà leggero com’era un tempo.

La mattina dopo, sua madre entrò nella stanza, vide il letto sfatto e la finestra aperta. Sulla scrivania il foglio con le sue parole:
“Vado a cercarla, non posso più star qui a vivere o fingere di farlo.
se lei ha sofferto è colpa mia;
se lei non è qui, è colpa mia;
se lei si è uccisa, è colpa mia!”

Il corpo del giovane giaceva nella vasca, le vene dei polsi tagliate fin quasi al gomito e il sangue mischiato all’acqua ancora tiepida. Sembrava sereno.

Alessandro Gianesini

Rag’n’Bone Man – Human

Consulenza artistica e musicale: Camelia Nina

In copertina: Nicoletta Ceccoli – Good girls go bad

67 pensieri su “Emozioni – Il senso di colpa

  1. … ho pensato per tutta la lettura che lui era invece una lei… chissà perché 🤔 mi parevano atteggiamento e pensieri femminili, perfino il suicidio con taglio delle vene mi pare sia tipicamente femminile…
    Comunque, alla fine ho pensato: povera mamma 😥
    Credo che il suicidio di un figlio sia la cosa più tremenda che possa capitare. Ora sarà la mamma ad avere dei grandi sensi di colpa! Io li avrei. Magari se lo avesse portato da un buon terapista per affrontare il lutto, per gestire il senso di colpa, lo avrebbe aiutato…
    La vita è già così breve… chi è sano dovrebbe vivere e affrontare ogni questione perché sono risolvibili, tutte, fuorché la morte!
    Lo dico sempre hai miei figli adolescenti.
    Scusa, ma questo è un argomento che mi tocca molto da vicino.
    E poi… dalle mie parti a gennaio due ragazzi a distanza di una settimana si sono suicidati. Frequentavano la quinta superiore… apparentemente non si conoscevano… ma chissà cosa li ha spinti a un gesto tanto estremo e “vigliacco”

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    1. L’intenzione di questo scritto era far riflettere sugli effetti estremi di un’emozione. Da quanto mi scrivi il risultato è stato più che raggiunto.
      E’ bello che tu sia sensibile a certi argomenti: significa che hai un cuore, il che non è così banale di questi tempi. 🙂

      Piace a 1 persona

      1. Condivido e appoggio la tua intenzione. Bisogna parlarne, ragionarci, capire… tirar fuori tutto quello che si può sull’argomento perché una vita che si stronca in questo modo, è una perdita inestimabile…
        complimenti Alessandro 👍

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      1. m’è andata la brioche di traverso… 😲
        però però, non posso non notare il gesto di lei che ha poi spinto lui. E se è stato voluto proprio per instillare il senso di colpa (cose che capitano) non me la rende affatto simpatica

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