Cultura

La popolazione di Sphaera, nella stragrande maggioranza dei casi, è mantenuta in uno stato di basso livello culturale, senza capacità di leggere, scrivere e, in molti casi, far di conto; questo permette alle classi sociali dominanti un facile controllo e limita al massimo le difficoltà nella gestione sia dell’economia, sia della giustizia, riducendo al lumicino i diritti delle varie popolazioni.
Inoltre, la bellicosità intrinseca di diverse nazioni e il perdurare di molteplici minacce da parte delle razze tribali aumenta ancor di più la possibilità di controlli da parte delle autorità, che tendono a convogliare l’odio non tanto sulla situazione socio-culturale in essere ma su un nemico esterno, reo di essere la fonte delle difficoltà proprie e dei propri concittadini, così da divenire l’oggetto della rivalsa e quindi il mantenimento dello status quo della situazione.

Uno degli aspetti più importanti per mantenere il controllo sulla popolazione è il ricorso alla schiavizzazione, che rende chiunque appartenga ai ceti più bassi un facile bersaglio e quindi, seppur non formalmente, ogni cittadino di estrazione sociale inferiore opera in una sorta di tacita schiavitù.

La considerazione femminile può essere differente da nazione a nazione e da razza a razza, ma solitamente non vi sono grandi disparità nella gestione di genere e chiunque può aspirare alle cariche più importanti e prestigiose, sia che sia uomo, sia che sia donna.
Anche nel clero di Ouroboros, formalmente, non esiste alcuna regola che impedisce alle donne di diventare Semen Colubri, anche ad oggi non ve ne sono e si dice che mai ce ne siano state.  


La famiglia e la vita quotidiana

Nelle varie nazioni di Sphaera, la vita affettiva di un singolo individuo non è particolarmente rilevante e il fatto di contrarre matrimoni è spesso e volentieri più una prassi che una vera e propria esigenza culturale; i rapporti ufficialmente riconosciuto vengono registrati dalle autorità cittadine, ove presenti, o semplicemente si rende nota la cosa al capovillaggio o al consiglio degli anziani nel caso di realtà più piccole.

Nella liturgia del clero di Ouroboros non è prevista alcuna celebrazione di tale evento, mentre nei templi delle altre divinità spesso ci sono rituali di consacrazione, che culminano con lo scambio dei bracciali e il cui materiale con cui sono realizzati è legato al ceto sociale della coppia.
L’uso di anelli anziché bracciali è poco diffuso anche tra i nobili, che ostentano solamente quelli col sigillo: l’anello, infatti, è uno strumento che molto spesso è associato alla magia e quindi è poco apprezzato socialmente (nelle campagne in primis, ma anche nei centri urbani).

Il colore del lutto è il rosso carminio, ma è anche uno dei più complessi da ottenere nella lavorazione dei tessuti, perciò, a parte i nobili e la ricca borghesia, coloro che hanno un lutto in famiglia indossano fasce, nastri o veli di quel colore per annunciare la propria condizione.


Titoli nobiliari e appellativi

Solitamente c’è una distinzione fondamentale tra le nazioni in cui c’è un sistema nobiliare attivo, in cui c’è una reale distinzione di rango e di livello, e gli altri in cui esiste una nobiltà de facto, ma che in effetti non assume alcun potere nel concreto, se non rilievo sociale e lustro.
Nel primo caso, ci sono definizioni che possono variare da paese a paese, ma la più comune, in ordine di importanza crescente, è la seguente: Barone, Visconte, Conte, Marchese, Duca, Principe, Re, Imperatore.

Nel secondo caso, invece, ci si riferisce ai nobili con il generico titolo di Messere/Madonna o con Nobiluomo/Nobildonna (o più semplicemente Nobile). Spesso “mio signore” e “mia signora” sostituiscono il titolo vero e proprio.
Il titolo Messere è generalmente usato anche in modo improprio ad esempio per chi ha una carica pubblica significativa e riconosciuta o anche solo per dare enfasi alla differenza sociale.
Per le persone a cui si vuol attribuire un valore, spesso si usa semplicemente il titolo di Signore/Signora.