Le divinità dell’Oltremondo

Introduzione

Di dei Esterni, più noti come dell’Oltremondo si è già parlato nel libro La Brigata della Speranza e quanto verrà ricordato in questa sezione non è altro che un breve riassunto di quel che è già stato detto, tuttavia mi sembrava doveroso dare il giusto spazio a un elemento così importante della narrazione, affinché si potesse avere un riferimento più preciso e puntuale per chi facesse confusione con qualche nome: colpa mia che mi sono sbizzarrito troppo!

‘Nsydia

Detta anche La Teatrante, è la dea che patrocina tradimento e inganno, agendo tramite astuzia e menzogna. I suoi seguaci sono di solito truffatori, ma anche coloro che intrattengono la gente nelle locande e per le strade le si rivolgono per chiedere di essere aiutati nelle loro esibizioni. Il suo clero è clandestino e formato da pochissimi esponenti, ma molto potenti. Il suo più grande obiettivo è quello di infrangere le leggi, sia giuridiche, sia morali, che regolano la vita civile. Non esistono templi ufficiali a lei dedicati, ma i suoi adoratori hanno luoghi in cui si recano per venerarla segretamente, specialmente nelle città più importanti.

La maschera, simbolo di ‘Nsydia

Clilor

Conosciuta anche col nome di Madre Natura, è la dea patrona dell’elemento terra e di tutte le creature, siano essi animali o piante, che vivono sulla terraferma. È molto venerata dagli elfi, ma ha seguaci e sacerdoti in tutti i territori di questo mondo; protettrice di agricoltori, allevatori, raccoglitori, a lei sono riservate le feste del raccolto, della vendemmia e di ogni altra occasione legata ai cicli naturali.

L’albero, simbolo di Clilor

Far’hana

Detta anche Nube Vagabonda, è la dea del cielo e del firmamento e sovrintende all’elemento aria e alle creature che in esso si muovono. È molta cara agli gnomi, ma ha seguaci e sacerdoti in tutti i territori di questo mondo; anche lei è protettrice dei naviganti e di tutti coloro che si affidano ai venti e all’aria, che di solito gli tributano invocazioni per ingraziarsela. Come dice il suo stesso epiteto, è una divinità in perenne movimento e non si lascia facilmente irretire dalle regole, rendendola poco affidabile.

La rosa dei venti, simbolo di Far’hana

Heliach

Detta anche Mano Gentile, è la dea che dispensa cure e salute a coloro che la invocano. Sono molti quelli che la rispettano e la pregano, soprattutto nel momento della necessità, ma i suoi chierici si trovano specialmente nelle città; vengono spesso arruolati negli eserciti delle varie nazioni per la loro capacità di curare i feriti.

Il cadudeo, simbolo di Heliach

Iggnifer

Detta anche Fiamma di Vita, è la dea che controlla e sovrintende all’elemento fuoco e al rinnovamento. È molto venerata nelle terre dei nani, ma ha seguaci e sacerdoti in tutti i territori di questo mondo; è la protettrice dei fabbri e dei forgiatori, ma anche dei piromani e di tutti coloro che operano con il suo elemento, che di solito gli tributano un’invocazione o parte del guadagno per ingraziarsela. Il suo clero è molto attivo nella lotta contro Ouroboros alla ricerca dell’agognato rinnovamento su Sphaera.

La fenice, simbolo di Iggnifer

Manne

Chiamata da molti anche Cacciatrice Infallibile, è la dea della caccia e della vendetta. Pur avendo devoti in tante terre, è principalmente tra gli elfi oscuri che trova il suo maggior seguito ed è nelle loro città che sorgono i suoi templi più importanti; a lei si rivolgono coloro che chiedono di lavare nel sangue un torto oppure ostacolare un rivale ed è protettrice dei cacciatori, ma anche degli assassini. È in aperto contrasto con Sieliah nelle questioni giuridiche, ma entrambe sono schierate dalla stessa parte contro la chiesa di Ouroboros.

L’arco, simbolo di Manne

Hanim

Conosciuta anche col nome di Signora delle Anime, è la dea che regola il passaggio tra il piano dell’esistenza materiale a quello dell’Oltretomba, indirizzandole ognuna alla propria destinazione (gli Inferi dei Tormenti, i Campi della Grazia o, provvisoriamente, le Distese del Giudizio). Vi sono seguaci in quasi tutte le città, soprattutto nelle più grandi e a lei si rivolgono per ottenere una clemenza nel momento in cui verrà emesso il giudizio sull’operato della persona. La divinità e il suo clero sono da sempre in prima linea contro chi evoca corpi e spiriti dei non-morti (coloro che operano la negromanzia) in quanto del tutto contrari al naturale esito della vita.

La falce, simbolo di Hanim

Ightarkel

Detta anche Grande Sapiente, è la dea della magia e dei linguaggi ed è la una delle più attive nel voler spezzare il giogo della chiesa di Ouroboros, che sta limitando il potere della magia su Sphaera. Patrona della cultura e del sapere ancestrale, per questo è molto affine a tutti coloro che operano con l’arcano. Le sue chiese sono presente soprattutto nelle città più grandi e i suoi sacerdoti sono votati alla diffusione della conoscenza, seppur avversati dal clero del Grande Serpente.

Il libro, simbolo di Ightarkel

Memem

Detta anche La Clessidra, è colei che studia gli eventi, la storia e le tradizioni; i suoi seguaci, quasi del tutto scomparsi da Sphaera, si sono da sempre occupati della stesura delle cronache in ogni città e nazione del mondo. Non è una divinità venerata come le altre, in quanto il suo osservare il mondo senza intervenire direttamente, la rende in un certo senso lontana. Coloro che la adorano non sempre riescono a seguirne i precetti, soprattutto quando si tratta di non intervenire negli eventi a cui assistono. A differenza delle altre divinità, concede ai suoi devoti solo la Preveggenza, affinché possano essere presenti quando qualcosa di importante sta per avvenire e che quindi svolgono il loro compito di osservatori degli eventi cercando di non mutarli con un loro intervento, men che meno divino.

La clessidra, simbolo di Memem

Niyahla

Detta anche Fiamma della Speranza, è la dea patrona del libero arbitrio: è colei che difende il futuro da qualunque tipo di costrizione o dalle catene che lo tengono vincolato. I suoi sacerdoti sebbene siano da tempo stati banditi dal clero di Ouroboros, sono ancora vivi e proclamano la caduta del Grande Serpente ovunque sia loro possibile.
I chierici di Niyahla, oltre al clero del Grande Serpente, odiano profondamente anche i mercanti di schiavi e chi li sostiene.

Il tribulus, simbolo di Niyahla

Sadqameth

Chiamata anche Leonessa Sanguinaria, è la dea che patrocina la guerra e la distruzione nelle sue forme più grezze. I suoi seguaci sono di solito tiranni sanguinari e assassini incalliti, che la venerano per ottenere aiuto nel perpetrare i loro eccidi. Non esistono templi ufficiali, se non in alcuni territori in cui chi governa le è devoto, ma i suoi adoratori hanno comunque luoghi in cui venerarla segretamente, specialmente in posti isolati e poco frequentati; il suo clero è composto da sacerdoti guerrieri che si rivolgono a lei per avere la forza di portare su Sphaera la devastazione.

La zampa della leonessa, simbolo di Sadqameth

Sieliah

Detta anche Equa Signora, è la dea della giustizia e della legalità e che prova avversione per la menzogna, l’inganno e l’oppressione. Ha molti seguaci e devoti in tutte le terre e spesso, formalmente, molte nazioni ne fanno il culto ufficiale; a lei si rivolgono coloro che chiedono giustizia ed equità ed è protettrice di giudici e miliziani, che di solito hanno un suo simbolo (la bilancia in equilibrio sull’elsa di una spada) nelle insegne. Sebbene non sia a favore dei metodi di Manne, combattono nello stesso schieramento contro il clero di Ouroboros, che odia persino più dei seguaci di Sadqameth e ‘Nsydia.

La bilancia, simbolo di Sieliah

Voptarya

Detta anche Signora dell’Acqua, è la dea che controlla i mari, i fiumi e i laghi di Sphaera e sovrintende a quell’elemento e sulle creature che in esso vivono. È molto venerata nelle terre dei minotauri, ma ha seguaci e sacerdoti in tutti i territori di questo mondo; è la protettrice dei naviganti, ma anche dei pirati e di tutti coloro che commerciano sulle acque, che di solito gli tributano una parte del guadagno (o del bottino) per ingraziarsela.

Il vaso, simbolo di Voptarya