Le Ere di Sphaera

ATTENZIONE, pericolo spoiler

Prima di iniziare a trattare l’argomento è giusto dire a quanti sono interessati a non avere alcun tipo di anticipazioni sui prossimi libri, che in questa sezione ci possono essere riferimenti e notizie che riguardano parte del mondo di Sphaera non ancora trattato nella tetralogia. Niente di eclatante, sia chiaro, ma alcune meccaniche che stanno dietro alle situazioni che si sono venute a creare nella storia potrebbero emergere prima del dovuto: a voi la scelta…

Introduzione

Quanto avvenne prima dell’Era dei Cicli di Ouroboros è stato in gran parte smarrito e se ne possono trovare solo alcune tracce in antichi ruderi, ovvero interpretare qualche antica leggenda,  di quelle delle razze tribali, in cui è celato un evento o una frase criptica, poiché è risaputo che tra quelle delle razze civilizzate c’è quasi sempre un’intromissione dal clero di Ouroboros, che ha provveduto a epurare ogni riferimento a eventi precedenti e che non si allineavano a quanto riferito dalle loro sacre scritture. Secondo queste, infatti, inizialmente c’erano molti dei che volevano creare un mondo dove trastullarsi e dominare, ma tra di loro non c’era mai stata armonia e le battaglie tra i loro piani d’esistenza imperversavano violente e distruttive, impedendo così al mondo di esistere, venendo più volte distrutto e rimanendo sempre esposto a cataclismi e devastazioni di ogni genere; la materia perciò restava ogni volta informe e senza un progetto.
Fu a quel punto che Ouroboros uscì dal suo letargo ancestrale, contemplò quanto stava accadendo e, ritrovandosi davanti allo scempio, agì d’impulso e ingoiò tutta la materia di cui è fatto il mondo. Quando l’ebbe digerita, la espulse dal proprio corpo sotto forma di uovo: la sfera che tuttora cova, girandoci intorno e mordendosi la coda; quell’uovo è proprio Sphaera, che viene protetta dagli altri piani per evitare che venga nuovamente distrutta.
Gli dei, presi alla sprovvista davanti all’immensità e alla potenza di Ouroboros, intuirono che i loro poteri erano meschini e infimi rispetto a quelli del Grande Serpente, perciò si allontanarono da lui e si limitarono a guardare Sphaera da lontano, cercando di influenzare, per quanto possibile, quanto accadeva nel mondo.

Tre delle divinità, quando ebbe inizio il primo ciclo di Ouroboros, provarono a sfidarlo, ma tutte persero la sfida e furono bandite nel mondo: non potendo essere uccise per via della loro immortalità, furono però spogliate dei loro poteri e si trovarono a vivere in esilio su Sphaera, lontano dai loro piani e dagli altri dei; questi ultimi, vista una volta di più la potenza trionfale di Ouroboros, rinunciarono definitivamente a combatterlo e si limitarono a fare da spettatori agli eventi del mondo.
A parte la versione fornita e inculcata nelle menti da parte del culto di Ouroboros, poco o nulla si sa di cosa c’era prima dei cicli di Ouroboros, ma alcuni intellettuali sono convinti che Sphaera sia esistito anche prima. Non si fa riferimento nemmeno ad alcuna forma di vita precedente ai cicli e questo ovviamente è dovuto al fatto che non era presente la vita prima della venuta del Grande Serpente, ma questa è una logica conseguenza di quanto riportato dai sacri testi.
Ora, sebbene non sia mai detto apertamente o pubblicamente, è una cosa accettata da molti studiosi che il culto abbia volontariamente eliminato, o quanto meno nascosto, ogni documento risalente al periodo precedente al primo Ciclo, ma non vi sono importanti prove a supporto di questa ipotesi e quindi pronunciare questa affermazione in pubblico è considerata Eresia, punibile severamente, perciò nessuno si azzarda a mettere in dubbio il fondamento del Credo.

Di seguito ciò che avvenne nella realtà dei fatti (che sarà di sicuro integrato con le nuove informazioni che si verranno a sapere)

Era della Creazione

Le 13 divinità dell’Oltremondo, con l’aiuto di quelle minori, crearono il piano mortale, amalgamando la materia e dando vita al pianeta Sphaera, a Diesef e gli astri del firmamento: ognuna scelse alcune stelle per sé, dando vita alle costellazioni; le divinità, inoltre, stabilirono un proprio luogo sul pianeta e lo elessero a punto di passaggio per poter entrare nel piano appena creato, secondo le regole stabilite di comune nel concilio degli dei.
Furono creati animali, piante e ogni altra specie vivente che potesse popolare, acqua, terra e aria del pianeta. Vennero poi create le 13 razze tribali, ognuna destinata a servire le 13 divinità.
Una volta completata l’opera, le divinità tesserono, con l’aiuto del Plotha’nfassileyho, la trama attorno a Sphaera, la collegarono alla loro magia e la instillarono sia nella materia, sia negli esseri viventi. Infine, posero nel cielo le tre lune, Turusmia, Forysmia e Asinmia, dotandole di uno spirito e molti poteri, in modo da sorvegliare più da vicino il mondo appena creato.
Non è dato sapere quando sia durato questo periodo, poiché i giorni, i mesi, le stagioni e gli anni erano ancora in fase embrionale e nemmeno Memem è stata in grado di fornire un riferimento in tal senso.

Era della Tre Razze (o delle Razze Lunari)

Si tratta del periodo che iniziò con la comparsa delle razze degli Elfi, degli Umani e dei Nani, dette anche razze lunari: la loro creazione, infatti, a opera delle lune: attraverso la magia del Calice della Mano Gentile, per la gelosia che i tre astri provavano per la devozione delle razze tribali verso le 13 divinità, decisero di dar vita a una razza ciascuna, certe che le nuove creature avrebbero venerato loro tre soltanto.
Benché non sia facile datare in maniera precisa gli eventi, in quanto non esisteva alcun calendario e le creature non conoscevano ancora la scrittura, si è trattato certamente di un periodo lungo circa un migliaio di anni quello in cui, dalle diverse zone di origine, le razze lunari iniziarono a spostarsi e colonizzare molte delle altre terre, incontrandosi e spesso scontrandosi in maniera cruenta tra loro e con quelle tribali, che già occupavano buona parte di Sphaera. Da incursioni, saccheggi e scorrerie varie nacquero le razze di mezzorchi (1340÷1361) e mezzelfi (1861÷1903), generatesi perlopiù da violenze perpetrate da umani e orchi nei confronti di elfe e umani rispettivamente. Vennero al mondo anche altre razze come incrocio di quelle esistenti, ma la loro sporadicità non diede luogo ad alcun seguito nelle ere a venire.
Fu alla fine di questa fase, intorno al XX secolo di questa era, che gli elfi presero a ritirarsi nelle zone boschive e costruire in quei luoghi ameni le loro città nascoste, ma a quel punto avvenne anche uno degli scismi di maggior rilievo: nel 2349, essi si separarono in due distinti gruppi, che mantennero entrambi il nome di elfi, ma quello meno numeroso e dall’indole più isolazionista fu detto Elfi Oscuri e si spinse in buona parte verso il continente di Oztala, nella regione dell’attuale Sayban; altri trovarono rifugio nelle zone più impervie e colonizzarono zone del sottosuolo, assumendo in questo modo una carnagione quasi violacea, dovuta alla pelle traslucida quasi priva di pigmentazione; anche i capelli persero le colorazioni vivaci originarie e variarono verso toni del bianco e del grigio.
Quest’Era ebbe termina quando gli umani del Ghadra orientale scoprirono il primo Csom (nell’attuale Anguis) e questo fu successivamente riconosciuto come termine dell’Era delle Tre Razze (2865).

Era degli Angeli

Il primo anno di quest’Era fu quello in cui ebbe inizio la costruzione del tempio sul portale di Ightarkel, nell’attuale città di Anguis, che al tempo era conosciuta come Igtahan-Kelhel (Rifugio del Sapere).
Vennero scoperti tutti i portali (Csom) e su ognuno di essi fu eretto un tempio: le 13 divinità di Sphaera diffusero, tramite i primi apostoli e gli angeli inviati nel mondo, il loro credo; donarono anche le uova di drago ai seguaci (tra di loro, oltre alle rispettive razze tribali, molti erano Umani, Elfi e Nani) e queste furono conservate nei templi eretti sui portali.
Nell’anno del quinto allineamento delle tre lune (1137 di quest’Era), nell’attuale Keldetuir, a Nord del lago Bereyis e quasi al confine con lo Zohorion, venne fondata Phaalhynji (Potenza degli Dei), centro spirituale dedicato a tutte e 13 divinità, per volere delle stesse, che volevano che su Sphaera ci fosse una copia del luogo dove tenevano concilio, in modo da potervisi manifestare in caso di necessità.
L’Era degli Angeli fu un periodo prospero e vennero fondati grandi imperi sotto la guida di leggendari condottieri: tra questi il più grande e duraturo fu quello di Zierosh, che tre secoli dopo che fu posta la prima pietra di Phaalhynji iniziò a espandersi in tutta la parte settentrionale del continente di Ghadra.
L’Era degli Angeli durò fino al 3137, quando cadde Zierosh, quella che era ormai nota come la città degli eletti e capitale dell’impero omonimo, il più grande mai formato, che era arrivato a comprendere tutti i territori a Nord dei Queqinavera; la caduta fu causata sia dalla morte dell’Imperatore-Sacerdote, che non aveva lasciato eredi diretti in linea di successione, sia per la pressione delle ribellioni interne che erano aumentate in modo incontrollato a causa delle leggi restrittive che impedivano di praticare la magia e vincolavano la libertà di culto a sole 4 divinità, quelle sul cui territorio imperiale sorgevano i templi dei portali: Niyahla, Ightarkel, Voptarya e Hanim.
Le tre lune, in occasione del loro settimo allineamento, compresero che sarebbero mai state venerate come divinità, perciò decisero di donare a elfi, umani e nani abilità portentose (intelligenza, capacità d’apprendimento, forza fisica e agilità mai viste in precedenza) in tal modo di allontanare quelle razze dagli dei, infondendo in loro l’idea di poter competere con le 13 divinità.

Era delle Tre Lune (o Era dell’Empietà)

Turusmia, Forysmia e Asinmia ruotavano concentricamente attorno a Sphaera e il loro colore era tra il dorato e il verde brillante a seconda del periodo dell’anno; la gente credeva che fossero luoghi ricchi di tesori e immense fortune. Ogni mille anni si allineavano e quando ciò avveniva era considerato di buon auspicio da tutti. Il 3137 dell’Era degli Angeli era proprio uno di questi anni. Umani, Elfi e Nani ricevettero in dono capacità fisiche e intellettive straordinarie, che le fecero primeggiare su quelle tribali e da lì assunsero il nome di razze civilizzate.
L’Era delle Tre Lune è anche detta dell’Empietà proprio perché la spiritualità verso le 13 divinità iniziò a scemare tra le razze civilizzate e questo favorì lo sviluppo della magia e della ricerca continua in molti ambiti dello scibile, ma anche nell’esplorazione; nascono nuovi regni e imperi dai frammenti di quello di Zierosh e grandi guerre sconquassano il mondo.
In questo periodo si sperimenta e si codifica la magia delle rune (579÷1001) e vengono compiuti esperimenti sulle razze.
Nel continente Ghadra, a Sud dei Queqinavera, la dominazione andalashryniana, una sorta di oligarchia di maghi, sottomette brutalmente tutti i popoli, tentando di espandersi anche a settentrione, ma con scarsi risultati. L’impero dura dal 604 al 1692: nel 1526, infatti, un grande esperimento magico che coinvolge l’intero pianeta provoca grandi scosse telluriche e si aprono tre grandi crepacci, che saranno noti con i nomi di Fosse (del Precipizio, di Divennoh e di Miterwona). Una parte della gente comune inizia a diffidare dei maghi e questo porta alla decadenza degli andalashryniani.
Nel 1834, un gruppo di sommi sacerdoti di Hanim e di Niyahla si incontrano segretamente nelle rovine di Zierosh; avrebbero dovuto presenziare anche quelli di Ightarkel e Voptarya, ma non si presentarono: le guide religiose delle divinità avevano in mente riportare la spiritualità al centro della vita dei cittadini, mettendo in piedi un gruppo di combattenti devoti alle chiese su cui si era retto per molti secoli l’impero di Zierosh, ma viste le defezioni, si videro costretti a tentare l’impresa con solo due delle quattro chiese presenti in origine: venne fondato l’ordine dei combattenti dei Thsyesfhirath (Spirito Luminoso), che iniziò una campagna di conquista che lo portò, nei secoli a venire, a rimettere insieme quasi metà del territorio che era stato dell’antico impero Zierosh (tutta il territorio a Ovest dei Queqechakim e dei Queqittigas e a Nord dei Queqinavera).
I maghi scoprirono che l’allineamento delle lune favoriva la potenza delle magie così, proprio durante questi allineamenti in fecero la loro comparsa gli gnomi (2001 – nono allineamento) e i minotauri (3001 – decimo allineamento): i primi furono generati magicamente da un incrocio tra elfi e nani negli arcipelaghi delle isole Dynath e Sachat, dove crebbero e si moltiplicarono e tuttora risiedono in maggioranza; i secondi, invece, furono creati nell’arcipelago di Issvesy, quella che è tuttora la loro patria, da umani incrociati con bovini per farne una razza dedita al lavoro al posto degli umani. Altre razze calcarono Sphaera in quei tempi, ma la loro permanenza non durò a lungo, estinti dalla sterilità oppure dalla magia stessa che li produsse.
Durante questo periodo, gli angeli che erano stati inviati su Sphaera si ritirarono progressivamente nei loro piani e, alla fine di quest’Era, delle chiese dei 13 delle divinità, restò solo una parvenza dello splendore rispetto al passato; ai templi eretti sugli Csom vennero sottratte le uova di drago, e si provò a generare la razza dei dragonidi (5001), facendole schiudere e mescolando la progenie di drago con quella degli umani, ma questa si estinse per la sterilità della specie.
Quest’Era dura fino al 5312, anno in cui viene cadde il l’impero di Nuova Zierosh, a causa di divisioni interne, e venne fondato dai maghi, clandestinamente, il circolo di Ouroboros.

Era della Dominazione

I Chierici vennero chiamati dai maghi a unirsi al circolo di Ouroboros per trovare la maniera di controllare la gente, poiché i potenti li temevano e li additavano come responsabili di molte delle calamità che si abbattevano su Sphaera.
Nel 688 venne scoperto l’arcanvinio nella Fossa del Precipizio: si trattava di un minerale catalizzatore pregno di proprietà magiche e in grado di amplificare in maniera estrema tutti i poteri, i rituali e persino gli oggetti magici, finora inappropriati al conseguimento dello scopo del Circolo di Ouroboros a causa della loro scarsa efficacia. Questa sostanza la si poteva trovare nella Fossa del Precipizio e, marginalmente in quella di Divennoh e di Miterwona. La sua efficacia andava al là delle più rosee aspettative: esso, infatti, permetteva anche di avere un’influenza sulle persone tramite apposite formule scritte in forma runica attraverso un utilizzo negli inchiostri e questo dava quindi ai membri del Circolo uno strumento eccezionale per assoggettare non solo il popolino, ma anche governanti e re.
Tra il 750 e il 1050, gli esperimenti magici causarono catastrofi di enorme portata in più parti del mondo e si scoprì che potevano essere celebrati rituali per schermare l’intervento divino e attenuare quello del potere dei maghi, così da avere libertà assoluta anche dall’ingerenza delle divinità nel mondo e, poiché una parte dei maghi e dei chierici si erano dissociati dal Circolo di Ouroboros, questo forniva un potente strumento per limitare i loro mezzi.
Nell’anno 1089, il Circolo di Ouroboros creò l’Artefatto detto Mappa dell’Oltre che consentiva di individuare la presenza su Sphaera di elementi che non era propri del piano mortale.
Iniziarono nel 1152 i lavori per la grande biblioteca di Anguis, dove i rituali e le loro istruzioni furono scritti su lastre di piombo e su tavolette di materiali resistenti, perché la pergamena tendeva a sgretolarsi rapidamente quando veniva maneggiata da coloro che entravano in contatto con l’arcanvinio.
Nel 1582 venne elaborato un rituale per controllare le razze tribali, che provocò un grande cambiamento nella psiche delle stesse e le rese più caotiche e aggressive. In alcuni casi ha operato persino sull’aspetto fisico e per quanto riguarda i gli Ettiklosh ha portato alla loro totale estinzione.
Nel 1688 e nel 2688, in concomitanza con l’allineamento delle tre lune, gli dei mandarono nel mondo i loro angeli (la prima volta Messi Divini guidati dagli Angeli; la seconda Angeli guidati dagli Arcangeli) per riportare le creature di Sphaera sulla retta via, ma questi non vennero ascoltati e in alcuni casi vengono invece attaccati o presi prigionieri per fare esperimenti magici anche su di loro. Fu nel secondo invio degli Angeli su Sphaera che Asjielah, Arcangelo dello Sterminio, spaccò in quattro parti la Mappa dell’Oltre, usando Artiglio della Leonessa, ma il suo attacco venne respinto e perse la sua spada nel corso della lotta.
Tra queste due date, nel 2138, furono dichiarati fuorilegge i templi delle 13 divinità dell’Oltremondo e venne resa una vera e propria religione il culto di Ouroboros.
Nell’anno 2707, il Circolo di Ouroboros sigillò i portali dell’Oltremondo e gli dei si riunirono in concilio per stabilire come risolvere la situazione: durò 5 anni abbondanti e risolsero di eliminare ogni essere vivente su Sphaera, vista la loro empietà e ricreare un mondo. Interpellarono il Plotha’nfassileyho, che fornì loro una magia tessendo la trama secondo quanto gli venne richiesto; col rituale che fu dato loro, nel 2713 fu creata la cometa che avrebbe dovuto distruggere il pianeta.
Nello stesso anno, le tre lune vennero fatte allineate da potenti rituali, in modo da sistemarle sulla traiettoria della cometa che avrebbe distrutto Sphaera: l’impatto con Turusmia fu il primo, ma meno devastante, visto che era la più lontana, ma di lei restò solo pulviscolo; poi fu la volta di Forysmia, che fece la stessa fine, ma oscurò la luce di Diesef a causa della vicinanza e delle maggiori dimensioni, ma questo non fermò ancora la corsa dell’astro scagliato dalle divinità; infine fu la volta di Asinmia, la più bella e splendente, che fu l’ultimo baluardo in difesa di Sphaera e, sebbene si infranse come le due precedenti sorelle, distrusse anche quello che restava della cometa, fermandone così la sua corsa distruttiva. Durante l’allineamento, le Lune tolsero alle razze i doni e le capacità speciali che avevano elargito loro all’inizio dell’Era delle Tre Lune, come stabilito dalle divinità durante il concilio.

Era della Polvere

Su Sphaera giunse lo strato di pulviscolo dovuto alla disintegrazione delle lune e della cometa e ciò permise a stento la continuazione della vita: nemmeno i potenti rituali di protezione, che resistettero parecchi giorni, riuscirono a salvare membri del circolo di Ouroboros e il popolo che avevano radunato attorno a sé: la situazione infatti durò per oltre cento anni e non pochi giorni come avevano stimato maghi e chierici.
In questo lungo periodo andò smarrito sia il senso del tempo (la luce era identicamente fioca sia di giorno, sia di notte, a causa della luminescenza del pulviscolo) sia l’orientamento, poiché la vista era limitata a pochi passi e le stelle non rilucevano più nel cielo a indicare le direzioni; della popolazione rimasero in vita solo gli elementi più forti e resistenti, mentre tutti gli altri perirono a causa delle malattie, di stenti o di altre cause accidentali dovute all’ambiente divenuto improvvisamente ostile e sconosciuto; le città divennero col tempo posti lugubri e disabitati, mentre lo strato di pulviscolo andava via via depositandosi, sotterrando molte zone e creando zone desertiche prima inesistenti.
Da questo periodo di involuzione, le razze impiegarono circa 500 anni per risollevarsi e fu per questo che si perse la conoscenza di quanto era stato prima che intorno a Sphaera comparisse l’anello pulviscolare al posto delle tre lune.
La fine di quest’Era viene fatta corrispondere all’anno di nascita di Umak Sebruk (1978), colui che riporterà alla luce i resti di Anguis e ripristinerà il circolo di Ouroboros, rendendolo una religione e gettando le basi per i cicli millenari dell’attuale Era.

Era dei Cicli (come iniziò)

Nel 23 I.C., quasi 2000 anni dopo l’evento della cometa, quando Umak Sebruk, colui che sarebbe divenuto il primo dei Semen Colubri, al tempo un giovane e dotato studioso, pose la prima pietra del tempio e la sede del Consiglio ad Anguis, egli aveva da poco ritrovato un enorme e antichissimo sito sotterraneo in cui erano conservati migliaia di tomi incisi su sottili lastre di piombo e altrettante tavolette di argilla o altri materiali in cui si faceva riferimento a un’antica divinità, chiamata Ouroboros, al tempo comunque già nota, ma relegata più al rango di leggenda che di storia veritiera.
All’inizio Umak Sebruk non riuscì a capire cosa fossero quegli antichi testi e come interpretarli dato che facevano riferimento a questa antica religione, ma in maniera del tutto incongruente e insensata, finché, a forza di cercare e studiare, non trovò una sorta di codice che gli permetteva di decodificare e comprendere quegli scritti, fornendo una chiave di lettura a quanto aveva davanti. Questo avvenne all’inizio di quello che sarebbe diventato il ventitreesimo anno del primo ciclo, che corrispondeva anche all’età di Umak Sebruk stesso: fino ad allora Sphaera non aveva un calendario unificato per tutte le nazioni e questo ne sarebbe stato il principio.
Impressionanti poteri occulti in grado di condizionare la gente, scatenare cataclismi e molto altro ancora erano contenuti in quei tomi sotto le mentite spoglie di un antico culto; tuttavia per mettere in pratica quei complicati rituali, incantesimi e invocazioni, era necessario innanzitutto studiarli e, successivamente, comprenderli appieno. E questo sarebbe stato auspicabile se fatto al di fuori degli occhi indiscreti della gente stessa, ma più specificatamente dei nobili, dei maghi e dei chierici delle varie credenze religiose, che avevano ripreso a crescere nelle città di Sphaera. In più serviva l’arcanvinio, di cui Umak Sebruk non aveva mai sentito parlare fino a quel momento e di cui era conservata una piccolissima scorta in uno scrigno.
Fu così, che, in un luogo apparentemente insolito e isolato, fu fondato il culto di Ouroboros, il cui simbolo che si presentava più e più volte sui tomi, e insieme al nuovo clero nacque anche il Concilio e di cui si parlava apertamente, sebbene come copertura di ben altro.
 

Per portare avanti un progetto così ambizioso, tuttavia, c’era bisogno di risorse e di uomini fidati e infatti, primo compito di Umak Sebruk, che godeva di ampia credibilità e considerazione nella società della sua nazione (Asingi) fu quello di stringere amicizia con uomini nei posti di prestigio, in cui si poteva avere un’influenza e questo fece sì che molte chiacchiere fossero messe a tacere e altrettante sovvenzioni fossero destinate a supportare l’importante progetto.
Umak Sebruk sapeva che non avrebbe potuto vedere il compimento dell’opera che stava iniziando, ma aveva le idee ben chiare su come portarla avanti, perciò non smise mai di dedicare la propria vita a quel progetto utopico e per molti versi folle, che avrebbe trovato il primo vero riconoscimento di lì a  cinque di secoli, quando furono poste le basi di tutte e tredici le Fortezze del Passaggio nei Csom di Sphaera, oltre al fatto che alcuni dei più significativi rituali furono celebrati dai primi Semen Colubri per proteggere i propri segreti.


Col passare degli anni (facendo un breve passo indietro, a cavallo tra il I e il II secolo del Primo Ciclo), la nascita e la prosperità di una città dal nulla e in una posizione tanto anomala, iniziò a incuriosire molti e vi fu una sorta di invasione pacifica, che però si tradusse in fuga di notizie e una diffusione non controllata di informazioni che avrebbero potuto mettere a repentaglio la sopravvivenza del credo e quindi il culto di Ouroboros pose rimedio a quanto stava avvenendo (l’uso della violenza non fu lesinato, seppur in modo da sviare qualsiasi sospetto) e si iniziò l’opera di innalzare possenti mura intorno alla città, selezionare con maggior cura coloro che intendevano entrare nel clero (furono banditi dalle fila i non-umani) e perseguire coloro che erano ritenuti colpevoli di aver divulgato false informazioni (molti libri nel corso dei secoli furono bruciati e gli autori messi al rogo per Eresia): la voce che un vero e proprio sovvertimento del potere temporale e un annichilimento degli altri culti, cosa sempre negata apertamente, doveva essere messa a tacere una volta per tutte e ogni sospetto doveva essere fugato… e finora così è stato.