L’Oltretomba

Nel mondo di Sphaera esistono tre  destinazioni possibili a cui l’anima di un defunto finisce quando il corpo in cui risiede perisce:

  • i Campi della Grazia: il piano in cui convergono le anime dei giusti, delle persone che hanno rispettato la loro morale (buona o malvagia che fosse) e di coloro che hanno  seguito i precetti della divinità a cui erano fedeli;
  • gli Inferi dei Tormenti: il piano in cui sono destinate le anime di coloro che hanno scelto di vivere secondo i propri dettami anziché quelli di una divinità, di coloro che hanno messo sé davanti a chiunque altro e hanno propinato dolore e violenza senza scopo;
  • le Distese del Giudizio: si tratta di un piano intermedio, in cui finiscono le anime di quanti sono appena defunti e la cui destinazione finale deve essere ancora decisa da chi è preposto a prendere la decisione.

Mentre i primi due sono destinazioni definitive a cui l’anima è vincolata per l’eternità (esistono alcuni rituali, preghiere o incantesimi che possono infrangere questo vincolo, a quanto si vocifera), le Distese del Giudizio sono una destinazione provvisoria, sebbene il tempo trascorso in quel luogo possa essere molto lungo: non tutte le religioni accennano direttamente a questo piano, ma è soprattutto la chiesa di Ouroboros che ne nega l’esistenza, in quanto vi è solo la possibilità di essere o nel Bene, o nel Male e questo senza bisogno di un ulteriore giudizio ultraterreno.

Hanim, che sovrintende alla vita nell’Oltretomba, è la divinità che svolge il ruolo di arbitro e garante di questo piano (uno e trino) in cui si manifesta con aspetti differenti in base a dove si trova a presenziare: nei Campi della Grazia, come una donna splendida, dai lunghi capelli corvini e un incarnato pallido; negli Inferi dei Tormenti, come una donna la cui parte destra ha un aspetto normale, seppur malaticcio, mentre la parte sinistra è in decomposizione e scheletrica; nelle Distese del Giudizio appare circondata da una grigia foschia che non permette di identificarne i tratti.
Nei Campi della Grazia hanno libero accesso tutte le divinità, che possono però palesarsi solo alle anime di coloro che in vita furono fedeli al loro credo; nelle Distese del Giudizio, sono ammesse Memem, che racconta e mostra la vita dell’anima da giudicare e, in alla religione, la divinità che è stata venerata; nel caso non ce ne fosse alcuna, allora il giudizio spessa alla sola Hanim.

Le porte dell’oltretomba si possono aprire solo ed esclusivamente con le Chiavi della Signora delle Anime e per poter utilizzare l’artefatto è necessario recitare una preghiera rituale che le fa apparire davanti a sé, ovunque ci si trovi su Sphaera o qualunque piano dell’Oltremondo si stia calcando.
Si tratta di un mazzo di tre chiavi di metallo brunito che non si differenziano per il pettine, bensì per la pietra che trova nel punto terminale dello stelo: opale nero, avventurina e turchese, che aprono rispettivamente le porte degli Inferi dei Tormenti, delle Distese del Giudizio e dei Campi della Grazia.
Il custode delle chiavi è Golgoseth, l’Arcangelo del Trapasso, a cui sono state sottratte nel 2691 dell’Era della Dominazione: da allora le porte sono chiuse tranne quei brevi momenti in cui l’attuale possessore permette la loro apertura.
In realtà, sebbene la credenza popolare ne sia convinta da sempre, esiste la possibilità che le anime dei defunti rimangano sul piano materiale: il motivo per cui ciò accada non è noto, se non a una ristretta cerchia, ma più di una persona, nel corso della propria vita, afferma di aver percepito la presenza di un congiunto o di uno spirito vagante in cerca di pace.